Gita fuori porta: ad Amatrice per la sagra dell’amatriciana

Un appuntamento imperdibile con un vero classico della tradizione enogastronomica romana

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Soffiati via (si spera) i venti di secessione che avevano animato in questo sonnolento agosto la cittadina di Amatrice, pronta a voltare la faccia al Lazio per essere annessa all’Abruzzo (in questo caso sarebbe un ritorno perché ne faceva parte fino al 1927) oppure alle Marche, questo weekend qui si pensa solo a festeggiare, perché ricorre il più atteso degli eventi: la 48.ma sagra degli spaghetti all’amatriciana.

E proprio questo piatto tra i più classici della tradizione enogastronomica romana avrebbe accusato maggiormente il colpo della polemica: sarebbe dunque divenuta una pasta tipica abruzzese al pari degli spaghetti alla chitarra, o addirittura marchigiana accanto ai vincisgrassi? Beh, non pensiamoci più e concentriamoci su quanto di bello ci aspetta questo fine settimana ad Amatrice.

L’amatriciana quest’anno diventa bio e a km 0: dal territorio, infatti, provengono le preziose 3 P indispensabili per la corretta preparazione, pasta, pecorino e pomodoro, e non da molto più lontano proviene il maiale da cui è ricavato il guanciale. A proposito di tipicità e originalità della ricetta: ricordiamo una volta per tutte che in principio l’amatriciana era un piatto in bianco, chiamato dai pastori che l’avevano inventata “unto e cacio”, ma ormai anche qui si è sposata la celeberrima versione al sugo nota in tutto il mondo, e si mantiene la tradizione dello spaghetto pur a discapito dell’ottimo anche se un tantino scomodo bucatino, sempre nel solco dell’internazionalità (ce li vedete gli americani ad arrotolare i bucatini?).

La festa sarà completamente a impatto zero, con stoviglie biodegradabili e raccolta differenziata; inoltre, novità di quest’anno, l’apertura ai celiaci grazie allo spaghetto all’amatriciana senza glutine servito nell’apposito stand. Con la pancia piena, poi, non possiamo ignorare il bel paesino che ci sta intorno: Amatrice è davvero carina e ha una posizione invidiabile a metà strada tra Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo e di passaggio fra Tirreno e Adriatico.

Da un punto di vista architettonico non potete mancare una visita alla torre civica in centro, del XIII secolo, e neppure alla chiesa di Sant’Agostino con il suo portale tardogotico e i suoi affreschi quattrocenteschi. Dal punto di vista naturalistico, neppure, Amatrice, teme confronti: fa parte del Parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Lega, al quale la cittadina ha dedicato il “Parco in miniatura”, una piccola e fedele riproduzione in scala del territorio con planimetrie in 3 D. Meglio, però, una passeggiata nel parco vero, con i suoi cerri, i castagni, i pioppi e i faggi di montagna, magari arrivando fino al laghetto artificiale dello Scardarello, popolato da carpe regine, tinche, anguille e lucci.

Foto | Zanpei

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