Fontana di Trevi: un albergo con 96 posti letto in più, abusivi

Da 49 letti a 145: nel corso di indagini per l’abusivismo è stata scoperta una struttura, dove i guadagni erano stati moltiplicati senza le adeguate autorizzazioni.

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Il titolare di un piccolo hotel in una delle zone più visitate di Roma, preso dalla frenesia di ingrandire l’immobile e, quindi, di ottenere maggiori guadagni, si era dato all’abusivismo. Nel giro di pochi anni, dunque, aveva iniziato ad acquistare costruzioni in zona e continuava a farne realizzare nuove stanze, nonostante l’albergo non fosse autorizzato a tutto questo spazio. Il numero era arrivano, dunque, a ben 145.

La verità, però, è venuta a galla e al termine di una serie di indagini iniziate nel 2013 e di accertamenti penali e amministrativi, oggi risulta chiuso anche se non del tutto, con tanto di denuncia all’autorità giudiziaria da parte del responsabile della struttura.

L’edificio iniziale si trova nel vicolo del Babuccio, ma era bastato poco tempo per optare per l’acquisto di immobili adiacenti che oggi sono sottoposti tutti al vincolo della Sovrintendenza. Dalle prime 25 stanze, è passato a 71 triplicando i posti letto e, ovviamente, gli introiti. Pare che solo negli ultimi mesi, sia riuscito ad intascare ben due milioni di euro.

Una periodo d’oro nel vero senso della parola, terminato nei giorni scorsi con l’accertamento del fatto che le strutture ricettive aggiunte, erano in realtà senza autorizzazione e inglobate abusivamente. In tutto sono state chiuse 27 unità immobiliari, per un totale di 60 posti letto che si trovano nel vicolo del Babuccio, vicolo del Puttarello, vicolo Scanderberg e vicolo de’ Modelli.

Quello di Fontana di Trevi, sembra essere solo uno dei tanti alberghi che esercitano l’esercizio in forma non regolare, tanto che gli agenti della Polizia locale sono al lavoro per cercare di scovare quanti più “furbetti” possibile e continuare la lotta all’evasione, all’illegalità e all’abusivismo.

La cosa vergognosa di queste "scoperte" è che tutti nel quartiere ne sono a conoscenza, e siamo a due passi dal Quirinale, in mezzo a tanti palazzi di potere. Ma chissà perché, tra Lavatore e Trevi, vige una sorta di zona franca indipendente. Dove tutti fanno un po' gli pare. A cominciare dall'assurda follia di lasciare il passaggio delle macchine fino all'angolo con la Fontana.

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