Embrioni scambiati a Roma: la storia infinita

La gioia per la nascita dei gemelli, il dolore per non poterli abbracciare: l’angoscia di due famiglie per la vicenda dello scambio degli embrioni al Pertini.

A scientific researcher works with embry


Dopo la scoperta dell’errore, quando scoppiò la bomba degli embrioni scambiati nell'ospedale romano Pertini, per i genitori naturali l’attesa è stata angosciante. Poi i gemelli sono nati e la speranza di riabbracciarli si è spenta poco dopo, con la decisione da parte del giudice della prima sezione civile del Tribunale di Roma, di non toglierli alla nuova famiglia e alla mamma che li ha partoriti.

La battaglia però non si è conclusa e la “guerra” per fare in modo che non venga scritta la parola fine in questo modo, sta per cominciare. I genitori biologici, insomma, non intendono arrendersi e vogliono andare avanti seguendo un lungo e doloroso iter giudiziario per tentare di risistemare una situazione che mai sarebbe dovuta accadere, ma lo scambio di embrioni c’è stato e l’errore umano ha causato una grande gioia a coloro che ora abbracciano le due nuove creature e la sofferenza lacerante a chi, invece, sa che hanno comunque il proprio codice genetico.

Dopo aver presentato ricorso, la prossima mossa potrebbe perciò essere quella di coinvolgere la Corte Europea per i diritti umani o quella di un immediato reclamo da presentare al tribunale civile che si è espresso negativamente.

Due famiglie, comunque, non vivono tranquille: la prima rivuole i bambini, l’altra teme di perderli un giorno, mentre in queste ore i neonati si trovano in un luogo “tranquillo”, lontano dai riflettori e dal clamore. Lo stesso che non fa bene a nessuno dei componenti del nucleo familiare.

Da quando le provette, per errore, sono state invertite non c’è più stata pace e per i giornali le news da portare alla luce sono giornaliere. Intanto i piccoli sono stati registrati all’anagrafe e il parto è avvenuto a inizio agosto lontano dal caos che questa novità attesa, avrebbe portato se fosse avvenuto nella Capitale. Ma come è potuto succedere tutto ciò? Sembra che lo scambio, confermato dall’esame del Dna sia stato generato da una distrazione. Le due donne avevano nomi simili e i loro cognomi sono quasi identici.

L’unico punto in comune per tutti coloro che sono coinvolti in questa triste vicenda, è il bene dei minori venuti alla luce. Dall’altro lato ci sono due genitori che hanno avuto due figli legittimi rispettando la legge e altri due che, invece, sanno che quegli embrioni appartenevano comunque a loro e vedranno crescere i gemelli lontano dalla loro casa.

Di sicuro, sarà richiesto un maxi risarcimento all’ospedale Pertini di Roma dalla coppia ora senza figli, per una storia di cui ormai parlano tutti. Sullo scambio di embrioni hanno speso fiumi di parole personalità importanti, della chiesa e della politica ma anche semplici cittadini che sotto l’ombrellone si scambiano basiti opinioni su quello che potrebbe accadere e sul terrore che questo possa ripetersi.

Anche qui, in redazione, è impossibile non discutere di questo caso, con posizioni differenti. I dubbi sono tanti. Per qualcuno poi, tale esemplare "caso limite" fa crollare le convinzioni di chi pretende di forzare la Natura con la Scienza.

Siamo interessati alla vostra opinione. Quella di tutti. Con il rispetto che bisogna sempre avere, soprattutto in una vicenda delicata come questa.

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