Sul viale del tramonto dei cinema a luci rosse

Cinema Ulisse a Roma

Mentre ero imbottigliato sulla Tiburtina, l'ho notato. Lo fotografato subito. Il cinema Ulisse. E' stato come vedere un negozio di antiquariato che svende tutto. Mi sono ricordato di quando passavo da piccolo sotto i titoli esotici del Majestic con quelle locandine peccaminose. O alla mitica scena di Fantozzi va in pensione quando con Pina va a vedere di mattina Le casalingue. Tutto rigorosamente girato all'interno del Cinema Splendid (all'epoca un vero cinema a luci rosse, ora Alhambra) di Via Pier delle Vigne.

Non ci sono mai entrato. Lo ammetto subito. Non perché sia un perbenista, anzi ho grande rispetto per la pornografia, genere antico e intramontabile, diciamo che non mi ha mai attirato il parterre...

Il cinema porno sta comunque morendo, se non lo ha già fatto. Con lui se ne vanno anche i cinema a luci rosse, o come pudicamente si citano sui giornali (che sparano titoli molto più pornografici), le sale che danno film per adulti.

Cinema Ulisse a Roma
Cinema Ulisse a Roma

Non faremo qui il requiem per il fenomeno, a ben pensarci non è nemmeno tanto male, ci colpisce meno dei blockbuster o delle agenzie di viaggio. Luoghi senz'altro più battuti nel nostro passato.

Tuttavia è interessante notare la città che cambia, con i suoi costumi e i suoi vizi. Una volta a Roma i cinema a luci rosse e luci rosa (l'ipocrisia del mercato ha sempre giocato sul sottile confine fra le arti) erano diversi. Molti di loro erano quasi famosi. Vi basti pensare che il Warner di Piazza della Repubblica sorge dove prima Moderno e Modernetto radunavano spettatori.

Merito di questo rinnovamento è, dopo la rivoluzione del VHS, ovviamente la diffusione del porno su internet. Così raccogliamo la dichiarazione di un proprietario di un cinema, su Roma Today:

Il problema principale sono i film, non c'è più mercato: il porno non si gira più in pellicola ma solo in dvd. E noi al cinema per legge non possiamo usarli, siamo costretti a continuare a mandare a ripetizione gli stessi film. Poi il noleggio: costa troppo e rientriamo a stento con le spese. E poi la qualità del prodotto: negli anni ottanta i film erano lunghi, con una trama, anche gialli per esempio, con 4 scene di sesso al massimo. Era il tempo delle attrici famose, la Fraiese (moglie del noto giornalista), la Carati, oggi è il tempo dell'amatoriale. Mi ricordo che usciva la programmazione sui giornali. Poi magari se uno se l'era perso un film veniva anche da Napoli. E venivano avvocati, professionisti, gente con la ventiquattrore. Oggi invece è malfrequentato

Ohibò! E chi sono questi malfrequentatori? Se alle casse parlano annoiati di "quattro vecchietti che passano il tempo", dai commenti emerge un'altra verità. Gli ultimi cinema hard sarebbero diventati (ma non lo sono sempre stati?) punti di ritrovo per incontri clandestini, soprattutto nelle frequentazioni gay.

Può anche essere che alcuni nostalgici trovino ancora eccitante questo genere di passatempo, un po' preistorico, di fatto i cinema a luci rosse stanno chiudendo. Tutti. Di certo non è la morale ad essere cambiata, anzi.

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