Bimillenario di Augusto: la grande occasione perduta

Riprendiamo un graffiante articolo di Mattia Feltri su La Stampa sull'esemplare "spreco" di un evento tanto importante per Roma e così poco celebrato (e sfruttato).

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Devo dire non riesco ad aggiungere praticamente nulla. Il pezzo di Feltri (Mattia eh!) su La Stampa è (quasi) perfetto. Oggi si "festeggiano" i 2000 anni dalla morte di Ottaviano Augusto, l'imperatore probabilmente più importante nella Storia di Roma, ma qui non se accorge praticamente nessuno.

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A cominciare dallo stato di abbandono in cui versa la tomba di Augusto, che oggi hanno aggiunto anche la beffa di una tubatura rotta col fossato intorno allagato. Nulla di strano, con la pioggia sono anni che succede.

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"Per chi non conosce Roma, il mausoleo sorge, o forse giace, al centro di piazza Augusto Imperatore, uno degli esempi meno riusciti di architettura razionalista, e a pochi passi dall’Ara Pacis, il monumento eretto nel 9 d.C. in celebrazione del pacificatore. Il mausoleo è coperto di erbacce, rovi, perde qualche mattone qua e là, nei dintorni vi hanno preso domicilio dei senza tetto, ed è circondato da un inferriata attraverso cui si buttano lattine e cartacce, e lungo la quale alcuni artisti di strada espongono opere di incerto valore (una volta si vide un sasso con didascalia scritta a mano e a gesso sull’asfalto: «Sasso»). Le condizioni del sepolcro di Augusto sono piuttosto note".

Aggiungo che nessuno nemmeno si scandalizza più, oltre a tutte le chiacchiere che furono fatte sulla "riqualificazione" di piazza Augusto Imperatore in tempo per la data di oggi. Anzi, ci si spella le mani per un paio di eventi (già visti) che hanno messo in agenda: L'Ara Pacis a colori e Piero Angela al Foro di Augusto.

Ma tornando al pezzo di Feltri, leggiamo:

"E però è pur sempre un anniversario importante, e riguarda uno degli uomini che hanno fatto la storia del mondo: il fondatore dell’Impero romano. Così, si legge nei programmi, un giretto al mausoleo si riesce a farlo lo stesso, anche se non dentro. Però, come si diceva all’inizio dell’articolo, è tutto esaurito. Impossibile trovare un posticino.

Perché? Milioni di turisti? Studiosi dai quattro angoli del globo? No, è che sono previste tre visite soltanto: una alle 9,30, la seconda alle 10,30, l’ultima alle 11,30. Poi si va a pranzo, poi arrivederci".

e poi l'affondo, che mi permetto da controfirmare, quasi parola per parola. La provocazione di Mussolini la prendo come tale. Ci può stare. Lasciando perdere polemiche politiche, per ora, direi però che non il Fascismo non fu proprio esempio di tutela del patrimonio storico. Magari di sfruttamento sì. Ma il rischio poi diventa anche più grave...O no?

"..come attrazione turistica, o come semplice festa della città, fa obiettivamente abbastanza schifo.

Ci si immagina che sarebbe capitato a Tokyo o a New York o a Londra - città nelle quali sanno trasformare in una superstar un coccio di vaso - se avessero avuto a disposizione una ricorrenza del genere? Sarebbe saltato fuori un luna park (anche molto rispettoso, per tranquillizzare i sacerdoti dell’erudizione) lungo un anno o forse tre, con ricostruzioni da set cinematografico della Roma imperiale, figuranti in costume, ristoranti coi menu di duemila anni fa, mostre ciclopiche, musei aperti giorno e notte, negozi di souvenir e costosa chincaglieria.

Insomma, se ne sarebbe fatta l’occasione per rimediare qualche decina di milioni di euro. Lo si è detto un sacco di volte: la cultura deve autofinanziarsi, ed è l’unica benzina che oggi ci sia rimasta. In fondo, settantasette anni fa, nel 1937, quando organizzò la Mostra augustea della romanità per i duemila anni dalla nascita di Augusto - coi mezzi e il sussiego dell’epoca, e non in tempi di turismo di massa - Benito Mussolini attirò un milione di visitatori. Oggi quasi non ci siamo accorti di nulla".


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