La Tana della Lupa: Amaro esordio


Bentornati. Insomma. Non è facile. La nuova Roma fa proprio fatica a cominciare. Altro scivolone, altra sconfitta. Che brucia nel pomeriggio rovente dell'11 Settembre 2011. Dopo l'eliminazione in Europa arriva il conto senza sconti portato dal solito Conti.

Eppure, la piazza più "feroce" (secondo molti affettuosi critici) saluta la sua giovane squadra tributandole un grande applauso conclusivo. Ecco, la nuova società ha portato anche questo. La fine del 'tifo contro', spaccato, dei duelli tra tifosi e giocatori, spesso esagerati. Qualcosa è cambiato. Pensiamo solo ad un anno fa, campi invertiti.

Per ora. Diranno i maligni. Ed hanno anche qualche ragione. Vediamole meglio. Primo dubbio: La stessa campagna acquisti. Ammettiamo subito la prima impressione su alcune pedine che lasciano un po' perplessi. Il portiere non garantisce quel salto per la sicurezza che auspicavamo tutti.

Osvaldo non è Vucinic, inutile girarci intorno. Ma quando un rapporto si logora fino a quel punto, preferisco un buon giocatore che s'impegna ad un campione che non corre. Magari sulle cifre e le scelte di destinazione ci sarebbe da discutere. Bojan sembra un fenomeno in fasce, ma si spera non abbia la timidezza di Menez.

Poi. Il centrocampo ci pare molto, molto nutrito. E ci piacciono tanto i nuovi arrivi, che dimostrano già personalità (Pjanic anche troppa). Sulla fascia destra siamo coperti anche se Rosi deve prendere consapevolezza dei suoi mezzi. Altrimenti fa la fine di Zebina. Ma sinistra? Josè Angel, miglior in campo fino alla doppia castroneria dell'errore in difesa e dell'espulsione successiva, poi?

Chi prenderà il suo posto a San Siro? A proposito di questo appuntamento, c'è ovviamente da preoccuparsi considerando la giovane età della squadra che stenta e perde con Slovan e Cagliari, figuriamoci con una grande, ancorché ferita e delusa da un inizio altrettanto faticoso.

Di certo, se le teorie tattiche sono comunque queste e tali resteranno, a questa rosa mancano ancora diversi pezzi. Sicuramente dietro e sulle fasce. C'è da dire che i "vecchi" hanno giocato bene. De Rossi su tutti è tornato a ricamare con precisione. Heinze ci è piaciuto più di Burdisso. Il Capitano è l'unico che ha acceso davvero la luce, pur giocando troppo lontano dalla porta. Borriello si merita una maglia da titolare, almeno per ora.

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: