Cartelloni a Roma: offende più il messaggio o il cartello?

Campagna WE Fracomina, Cartellone Maria, Critoforo Colombo Roma©06

Dalla campagna promozionale della nuova WOMAN EVOLUTION del marchio d’abbigliamento femminile Fracomina (prodotto dalla napoletana P.F.C.M.N.A), allo Street Casting milanese I’m WE, riservato a donne di 18-34 anni rigorosamente vergini (di segno zodiacale?), la polemica dal web è arrivata con la cartellonistica fin sulla strada, e visto che tutte le strade portano a Roma…

'Sotto tiro' sono finiti subito i già poco amati cartelloni, e due 'messaggi' comparsi in formato gigante su strade come la Cristoforo Colombo altezza Eur (nella foto), su due condomini di Cinecittà, e su diversi autobus dell'Atac, dei quali una ordinanza emessa dal nostro sindaco ha prontamente disposto la rimozione, in quanto «percepiti come lesivi della dignità della donna, della sensibilità religiosa e della comunità».

«Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile» e «Sono Maria, non sono vergine e ho un forte senso di spiritualità» non hanno infatti 'passato il vaglio', come "Sono Monica, lavoro in politica e non vado a letto con nessuno", “Sono Eva mi piacciono le mele e non cedo sempre alle tentazioni", “Sono Chiara mi piacciono le donne e amo i motori”, “Sono Emma, ho tre figli e a lavoro comando io”, ovvero le altre rappresentanti della «visione evoluta della femminilità capace di giocare, con un'ironia per nulla volgare e sfacciata, con stereotipi vecchi e polverosi» sponsorizzata dal brand.

Ora, con i tempi e la cartellopoli che viviamo, il significato di decoro urbano che cambia, le bestialità che imbrattano le nostre strade insieme alla città, ed il tenore dei messaggi che lancia ormai chiunque per vendere qualsiasi cosa, è inevitabile chiedersi e chiedervi: a Roma offende e disturba di più il messaggio, il chiaro 'riferimento biblico', o il cartellone?

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