Scandalo vitalizi Regione Lazio: "guadagniamo poco", la replica di Cangemi

Intervistato dal Messaggero, il consigliere Pino Cangemi sostiene di "guadagnare poco". Quindi precisa e replica alle critiche.

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Lo scandalo sui vitalizi della Regione Lazio, si arricchisce di un nuovo episodio. L'intervista di Mauro Evangelisti al consigliere Giuseppe Emanuele Cangemi (Ncd), su Il Messaggero.

Vi proponiamo integralmente sia l'intervista, che la replica di Cangemi. "Hanno anche una loro versione?" direbbe Woody Allen. Giudicate voi. Noi siamo perfino stanchi, e a giudicare dai vostri commenti, direi che ve la cavate benissimo.


«Che poi guadagniamo poco». Stop, fermi, time out. Giuseppe Cangemi, Ncd, un passato da paracadutista con encomio a Mogadiscio, oggi politico a tempo pieno, è uno dei cinquanta consiglieri regionali del Lazio. Visto che è del 1970, tra sei anni prenderà anche il vitalizio, perché nella scorsa legislatura è stato assessore esterno alla Sicurezza.

Scusi Cangemi, guadagnate poco? Ma è sicuro? Quanto prende ogni mese?
«Netti mi arrivano 6.800 euro. Ma tenga conto che non ci pagano più il permesso della ztl, non ci sono altri soldi per la segreteria, se mi sposto nel Lazio lo faccio con la mia macchina a mie spese».

Cangemi, 6.800 euro al mese.
«Prima ne guadagnavano 12 mila».

Cangemi, 6.800 euro al mese.
«Tenga conto che dobbiamo contribuire alle spese delle sedi, al personale extra, ai collaboratori».

Cangemi, il sindaco di Roma ne guadagna 5.200 e forse ha qualche responsabilità e qualche grana in più di un consigliere regionale.
«Ma infatti il sindaco di Roma guadagna troppo poco».

Renzi equiparerà lo stipendio dei consiglieri regionali a quello del sindaco del capoluogo. Se 6.800 euro al mese le sembrano pochi, 5.200 sono quasi un affronto. Senza volere fare demagogia da facile applauso, sa che chi prende 1.000 euro al mese un po’ si arrabbierà?
«Lo capisco, ma per l’attività politica servono soldi. Sarò costretto a ridurre sedi e collaboratori. Non è giusto, nel Lazio abbiamo tagliato tutto e nessuno lo dice».

Time out. Avete tagliato qualcosa nella scorsa legislatura perché esplosero i casi di Fiorito e Maruccio, emerse lo spreco (formula molto garantista) dei soldi dei gruppi consiliari. Senza il caso Fiorito il Lazio avrebbe tagliato?
«E allora diciamo evviva Fiorito, evviva la procura, che sta indagando anche su altri gruppi. Ma per la politica i soldi servono, con 5.200 euro al mese non si può fare».

I 5 Stelle come fanno, loro si tengono 2.700 euro?
«Ma quelli fanno tutto con internet. Io le persone le vado a incontrare, in tutto il Lazio».

Le sembra giusto che presto, da cinquantenne, lei per avere fatto l’assessore esterno, non votato, incasserà pure il vitalizio? Un cittadino va in pensione oltre i 65 anni.
«Vogliono alzare l’età per incassare i vitalizi? Bene, però per tutti, anche per chi già lo prende, per gli ex consiglieri. E la Regione chieda indietro la differenza. Altrimenti è un’ingiustizia e ci sarà una pioggia di ricorsi. Se faremo questo, rinuncio al vitalizio. In caso contrario, è polverone. Ah, mi devono restituire ciò che era stato versato per il mio vitalizio».

Ecco poi la replica del consigliere Giuseppe Emanuele Cangemi.

"Mi preme precisare che alcuni frasi sono state mal riportate se non addirittura mai dette. Una precisazione doverosa soprattutto per rispetto di tanti lavoratori che non arrivano a fine mese e di tanti disoccupati che sono ancora alla ricerca di un impiego, e per rispondere ai tanti facili moralisti che affollano i social network. Il mio ragionamento era esclusivamente legato al tema dei costi della politica e dei vitalizi.

Occorre fare un passo indietro per capire il senso delle mie parole. Quando ero assessore della precedente Giunta regionale ho contribuito in maniera netta e radicale per rimettere ordine ad una situazione che ormai era alla deriva. Abbiamo ridotto da 70 a 50 il numero dei consiglieri, togliendo i vitalizi e azzerando i contributi ai gruppi politici che in passato sono stati gestiti senza controllo. A seguito del decreto Monti, uno dei primi atti della nuova legislatura è stato ratificare i tagli della precedente amministrazione e in piú sono stati eliminati auto di servizio, telefonini ai consiglieri, spese di rappresentanza, indennità chilometrica, riducendo dell’80% le spese per le segreterie ed ogni tipo di benefit.

In seguito a tutto ciò un consigliere regionale che guadagnava circa 13 mila euro, ora ne guadagna meno di 7 mila: molti per chi li usa per fini personali, giusti per chi ne usufruisce per svolgere attività politica seria. Inoltre, per quanto mi riguarda, non ho alcun problema a rinunciare al vitalizio, visto che la mia lunga esperienza politica ha avuto inizio non certo per avere privilegi ma per dare risposte ai cittadini. Il titolo apparso nell’intervista sul quotidiano ‘Regione Lazio, Cangemi: con 5.200 euro al mese un consigliere regionale non campa’ non è una mia espressione ne tantomeno un mio lamento, ho percepito negli anni quanto previsto dalla legge e mai un euro di più. La mia indennità l’ho sempre investita nel rapporto con il territorio, per le spese di gestione, per il carburante, per i pranzi e per le cene, considerando che la mia l’attività politica la svolgo con passione 7 giorni su 7, senza orari, rinunciando spesso alla mia vita privata, come sanno bene gli oltre 16mila elettori che mi hanno riconfermato la loro fiducia nelle ultime elezioni.

Voglio però ribadire che la Regione Lazio ha voltato pagina dopo gli scandali e che non è rimasta immobile di fronte a fatti gravi e disonesti. Personalmente non ho nulla di cui vergognarmi la mia storia, la mia militanza, la mia abnegazione, il mio coraggio, il mio servire il Paese, anche in terra straniera, non saranno messi in discussione da alcuni titoli di giornale tipicamente estivi e scorretti".

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