Camilli, il giornalista italiano ucciso a Gaza, era romano

Simone Camilli, romano di 35 anni, è il videoreporter italiano ucciso a Gaza nell'esplosione di un ordigno.

Gaza. La detonazione di un ordigno israeliano inesploso a Beit Lahiya, nel nord della Striscia, lo ha ucciso. Insieme ad un fotografo locale (che lo aiutava come interprete) e a tre artificieri palestinesi che lavorano al disinnesco.

Simone era lì, a riprendere tutta l'operazione insieme a due colleghi. La deflagrazione è stata così violenta da provocare molti feriti col solo spostamento d'aria ed ha innescato altre 5 esplosioni di ordigni nelle vicinanze. Il giornalista italiano è il primo reporter straniero ucciso nel conflitto.

Secondo il fratello di una delle vittime, nell'ordigno israeliano "c'era un sorta di trappola nell'intento di provocare vittime". La bomba era stato trasferita da una località vicina ai grattacieli di Sheikh Zayed, presso Beit Lahya, in un campo di calcio distante oltre cento metri. Uno spazio aperto per evitare altre vittime.

Camilli lavorava per l'Associated Press ed era molto conosciuto tra i giornalisti che lavorano in Medio Oriente. Si è occupato di molti conflitti per l'agenzia video dell'Ap, l'Aptn. Oltre alla guerra nella Striscia di Gaza (e ai documentari per produzioni indipendenti sulle condizioni di vita dei palestinesi), a quella in Georgia nel 2008, all'indipendenza del Kosovo nel 2008, all'arresto di Radko Mladic nel 2011.

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Lascia la moglie, di nazionalità olandese, e una figlia di tre anni. Simone era il figlio di Pierluigi Camilli, oggi sindaco di Pitigliano, direttore delle testate giornalistiche della Scuola di giornalismo Suor Orsola Benincasa di Napoli oltre che ex conduttore del Tg1. A Pitigliano, tutte le manifestazioni sono sospese. Il quartiere ebraico in segno di rispetto e lutto ha chiuso la Sinagoga. Il parroco ha organizzato una veglia di preghiera in cattedrale.

Il padre è già partito per Gaza, dopo averlo ricordato per i giornalisti:

"Con Simone avevo parlato l'altro giorno. Gli avevo detto di stare attento ma mi aveva risposto di non preoccuparmi, che la situazione era tranquilla. Sono fiero di Simone: aveva questo lavoro nel sangue. Ma è difficile parlare quando muore in questo modo un ragazzo di 35 anni".

Il ministro degli Esteri, Federica Mogherini, che ha espresso il suo cordoglio, dichiara:

"La morte di Simone Camilli è una tragedia, per la famiglia e per il nostro Paese. Ancora una volta è un giornalista a pagare il prezzo di una guerra che dura da troppi anni e per la seconda volta (Andrea Rocchelli in Ucraina ndr) in pochi mesi piangiamo la morte di ragazzi impegnati con coraggio nel lavoro di reporter".

C'è poi una tragica confusione nel resoconto nella tragedia. Da ore circola una foto di Simone (arrivata fino sulla prima del Corriere della Sera) twittata da Bassel Abuwarda, medico in un ospedale di Gaza. Non si tratta di Simone, bensì del collega Andrea Vignali, vivo e vegeto.

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