"Boicotta Israele" a Roma manifesti antisemiti. Forse filmati gli autori.

La guerra a Gaza provoca strascichi anche a Roma. Sono apparsi dei manifesti razzisti conto gli ebrei. Subito rimossi, si indaga sui responsabili.

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Una serie di manifesti che invitano ad evitare qualunque prodotto che provenga da Israele. La firma di questa corrente, "Vita est militia" sembra di ovviamente di estrema destra, sebbene sia del tutto trasversale il comprensibile dissenso per quanto continua ad accadere nella Striscia di Gaza.

Il punto è che qui si fanno delle "liste". Che sanno sempre di razzismo. Perché di fatto non c'è alcun legame ufficiale tra un credo religioso, un prodotto e un esercizio commerciale. I manifesti sono apparsi soprattutto a viale Libia. Sul caso indaga la Digos. Il sindaco Ignazio Marino ha dichiarato:

"Sono stati immediatamente rimossi dalle squadre di Ama, coordinati dal Pronto Intervento Centro Storico (Pics), i manifesti apparsi ieri notte. Ama è ancora impegnata nelle rimozioni, seguendo le segnalazioni, perché i sedicenti 'Vita est militia', che hanno firmato i manifesti, ne affiggono in continuazione. Il linguaggio utilizzato riporta alla mente le liste di proscrizione antiebraiche del nazifascismo".

I commercianti ebrei di Roma vengono segnalati in una abberrante sorta di “black list” con gli indirizzi dei negozi da evitare. Sarebbero in tutti una cinquantina.

Alcune videocamere avrebbero ripreso gli autori dell’ultimo raid. Tre giovani che si aggiravano in modo sospetto dalle parti di viale Libia sarebbero stati ripresi di notte da una telecamera di servizio.

La polizia ha acquisito le immagini e sta cercando di identificare gli sconosciuti. Ci sono già state le prime perquisizioni fra esponenti dell’estrema destra romana, anche se per ora non c’è ancora nessun iscritto nel registro degli indagati.

Non è la prima volta che accadono queste cose. Nelle settimane scorse, tra l’altro, in città erano apparse anche scritte inquietanti, volantini e svastiche. Secondo gli investigatori della Digos, tuttavia, quelle azioni e quella attuale non sono opera della stessa mano.

Sono comunque tutti gesti di odio razziale di certo preoccupanti in una città come Roma. Soprattutto perché la confusione di ideologie e religioni facilità lo spazio alle speculazioni economiche e politiche.

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