Roma arDente: L’Antica pesa a Trastevere


Questo ristorante a Roma, e non solo nel centralissimo rione dove si trova, è una vera e propria istituzione: vuoi per il fatto che esiste, ininterrottamente, dal 1922, vuoi perché sorge in un sito riconosciuto di pregio storico, vuoi per l’ottima cucina creativa che offre, è un indirizzo che molti romani, negli anni, hanno dimostrato di conoscere e amare.

E non solo gli italiani: se andrete una sera a cena all’Antica Pesa, infatti, vi troverete circondati da stranieri eleganti, per lo più americani, che si gustano un italianissimo piatto di spaghetti beandosi del suggestivo ambiente dal quale sono circondati.

In effetti già appena entrati ci si rende conto che questo non è un ristorante qualunque, ma un posto che fa ogni tipo di sforzo per farti sentire nel salotto di casa. E ci riesce. Le sale in cui è articolato sono piuttosto originali, con pareti che si dividono tra affreschi old style e dipinti ‘picassiani’, singolari finestre tondeggianti, qualche statua di bronzo e un camino. Perché qui dove quel che arriva in tavola è arte, deve esserlo anche tutto ciò che c’è intorno.

L’atmosfera è elegante senza far sentire in imbarazzo e c’è addirittura una saletta privata che può ospitare una dozzina di commensali che hanno voglia di intimità, ma il vero punto di forza, quando la stagione lo consente, è il giardino interno, ricavato su una terrazza in alto incorniciata dai caratteristici tetti di Trastevere.

Prima di arrivare a parlare di cosa ‘bolle in pentola’ un rapido cenno all’origine del nome Antica pesa, la cui storia potete leggere per intero sul sito: proprio qui nell’800, infatti, c’era la dogana dello Stato Pontificio dove si riscuoteva la tassa sul grano e dove ben presto venne aperta un’osteria con un annesso campo di bocce, che stava proprio lì sulla terrazza che oggi ospita il bel giardino.

Le proposte in menu sono ricche e appetitose nella categoria antipasti, un po’ meno accattivanti e banalotti i primi, ma niente panico: si torna a sorridere con secondi e dessert. Da segnalare che tutti i prodotti utilizzati sono eccellenze del patrimonio italiano quando non addirittura locale e che denominazioni e provenienze sono indicate chiaramente in lista.

È così che anche una semplice entrée di prosciutto e bufala diventa speciale se si accosta al crudo di Bassiano una mozzarella stiepidita che fa da cuore morbido a una croccante sfoglia di pasta fillo, ed è sempre così che un panino con salsiccia viene nobilitato se questa viene da Monte San Biagio, ha la forma di un hamburger ed è arricchita con formaggio primo sale e broccoletti.

Come dicevo, i primi sono un po’ deludenti, visto il tono del ristorante: gli spaghetti al pesce sono poco conditi e insipidi, mi dicono lo stesso anche delle linguine ‘ajo e ojo’ con bottarga di muggine. I secondi invitano, ammiccando con la loro lazialità: ci trovate la porchetta di Ariccia ma anche la mozzarella dell’Agro pontino, il pesce del Tirreno e le puntarelle, la coda alla vaccinara e l’agnello, che da noi si chiama abbacchio.

Ed eccoci alla fine: ci buttiamo tutti su un favoloso semifreddo al pistacchio caramellato con tartufo al cioccolato, ma dando una sbirciatina vediamo che si servono specialità alle pere spadone di Subiaco, alla ricotta romana, alla confettura di visciole, o alle castagne di Viterbo. Il conto è un po’ salato, specie con un buona etichetta in mezzo al tavolo.

Foto | anticapesa.it

L'Antica pesa
Il giardino
L\'ingresso

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