Estate sul Tevere, critiche e tensioni. Stand e pub che coprono i monumenti

Serate sul Tevere turbate dalla presenza di troppi venditori ambulanti, in uno spazio che andrebbe riservato, soprattutto, alle manifestazioni culturali

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Siamo alle solite. Lungo il Tevere d'estate scotta, come ogni estate. Per quest'anno, ormai nel clou, sono previste polemiche ancora più aspre degli anni precedenti tanto che il Soprintendente per i beni architettonici del Comune, Maria Costanza Pierdominici, qualche settimana fa, ha deciso di scrivere una lettere alla Procura a nome del ministero dei Beni Culturali (Mibac), per fermare quanto sta accadendo.

Sia i pub che i negozietti di artigianato improvvisati vanno spostati e l’area restituita alla "pace". Soprattutto intorno al Fatebenefratelli sull'isola Tiberina.

Che ci sia la tendenza a prendersi troppe libertà, "sotto" il livello della città, ce ne eravamo accorti da tempo tanto che vi avevamo segnalato anche il vecchio Maggiolone che ha percorso indisturbato la pista ciclabile lungo il Tevere. Da questo punto di vista gli stand almeno garantiscono un reale controllo di zone spesso del tutto abbandonate. Va detto.


Il ministero dei Beni Culturali (Mibac), intanto, chiede che vengano presi tutti i provvedimenti del caso e che l’Isola Tiberina (e dintorni), possa tornare ad essere veramente fruibili a tutte le ore, senza essere occupata dalla presenza veramente enorme di venditori ambulanti e locali improvvisati.

Questo senza dimenticare l’inquinamento acustico che costringe gli abitanti della zona a sopportare dei rumori veramente fastidiosi fino a tarda notte. A questo punto, secondo quanto riportato dalla Soprintendente, sarebbe necessaria “l’immediata sospensione” di questi allestimenti, che dovrebbero tornare ad occupare solo “la zona autorizzata, ovvero l’area della banchina lato foce del Tevere compresa a Valle dei ponti Cestio e Fabricio”.

Destinatari della missiva anche il sindaco Ignazio Marino, mentre sono stati informati dei fatti pure Sabrina Alfonsi, presidente dei I municipio, il comando del I gruppo dei vigili e la Soprintendenza archeologica. L’estate sul Tevere, insomma, dovrebbe puntare maggiormente sulle manifestazioni a carattere culturale e meno sul profitto, anche in tempi di crisi, soprattutto quando ad essere annebbiata dalla presenza dei venditori sono proprio gli immortali monumenti di Roma.

Come ha specificato la Soprintendente, troppi sono gli stand sul Ponte Cestio, bisognerebbe poi tenere d’occhio l’installazione abusiva di “una struttura rettangolare chiusa, presumibilmente il laboratorio cinematografico per il quale non è stata acquisita alcuna autorizzazione” prevista “nell’area lato foce Tevere” ed infine scongiurare che l’impatto visivo degli stand possa fornire una immagine disordinata e certamente non suggestiva della città più bella del mondo.

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