Gita fuori porta: alla scoperta delle Grotte di Pastena

Freschetto in grotta e buona tavola: gli ingredienti del nostro weekend

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In tempi di caldo torrido di quest’estate che finalmente è arrivata, forse non avevate pensato, come rifugio contro la calura, a visitare delle grotte sotterranee, là dove la temperatura s’inabissa anche di 20 gradi rispetto all’esterno. Nel Lazio, e precisamente nella provincia di Frosinone, ce ne sono di rispettabilissime: sono le Grotte di Collepardo – forse più conosciute – e quella di Pastena, che andiamo a scoprire questo weekend.

Prima spendiamo due parole sul paesino omonimo che in realtà ha poco da offrire al turista frettoloso: sorge in collina sui Monti Ausoni, in quel punto di Ciociaria che si protende verso il litorale di Latina (Fondi non è poi così distante) e ha una vocazione prettamente agricola, come annuncia il suo nome che deriva dal verbo latino “pastinare”, ossia rivoltare la terra. Durante la Seconda Guerra Mondiale si trovò proprio sulla Linea Gustav e questo gli causò ingenti perdite civili, che al termine del conflitto le fecero guadagnare la medaglia d’argento al merito.

Come dicevamo, a pochi chilometri dall’abitato, si aprono queste grotte di origine carsica inghiottite dalla terra, che si dividono in un ramo attivo e uno fossile e, come sempre accade, hanno un’area visitabile dai turisti e una riservata alle attività degli speleologi. Il primo ramo è lungo oltre 2 km ed è scavato dal Fosso Mastro, mentre l’altro, di quasi 900 metri, è quello dove le guide vi condurranno. Occhio perché le colonie di pipistrelli che ci vivono sono davvero numerose e a me è mancato pochissimo per un frontale con uno di loro che volava ad altezza viso!

Le rocce che qui potrete ammirare nelle sale che si tuffano una nell’altra, dalla sala del salice piangente (prende il nome da una formazione che ricorda proprio quest’albero) alla sala dei misteri, dalla sala dei pipistrelli (ma se ne trovano ovunque!) alla sala delle meraviglie fino alla sala delle colonne e a quella più interna, denominata del Calvario, risalgono all’epoca mesozoica (50-80 milioni di anni fa), ma sono state scoperte solo nel 1926 dal Gruppo speleologico romano guidato dal mitico barone Carlo Franchetti.

Dopo questa bella visita tra stalattiti e stalagmiti che durerà circa un’ora, potete rinfrancare il corpo spingendovi fino a Ceprano, ridente cittadina di epoca romana citata anche da Dante Alighieri, e dove si trova il più vicino indirizzo Slow Food della zona. Si tratta dell’Enoteca Federici nella centrale piazza dei martiri di via Fani, in cui potrete gustare piatti sapientemente preparati con i prodotti locali, come il prestigioso gran cacio di Morolo o la carne affogata nella salsa al Cesanese del Piglio. A concludere l’ottimo pasto, dolci casarecci e sublimi gelati artigianali. Provate il pistacchio, sverrete dal deliquio!

Foto | grottepastenacollepardo.org

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