Gita fuori porta: a Cervara di Roma, città degli artisti

Scarpinata e tartufo in una gita artistica nel Comune più bello della provincia di Roma

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Munitevi di scarpe buone e di borraccia, perché questo fine settimana di Ferragosto la meta della nostra gita fuori porta è Cervara di Roma, singolare paesino dell’estrema provincia di Roma abitato solo da 400 anime, che si eleva in verticale, dai 400 ai 1600 metri d’altezza.

Una bella scalinata, quindi, sarà il terreno sul quale si svolgerà la vostra passeggiata, che vi aprirà, però, via via ad ogni passo, scorci incredibili che potrete ammirare solo qui. Cervara di Roma, infatti, è chiamata anche la città-scultura, completamente incastonata com’è nella roccia. Secondo molti è il centro storico più bello di tutto il territorio romano, porta naturale del Parco dei Monti Simbruini, e certamente è il più impervio.

Comunque possiamo anche prendercela comoda la salita, e fermarci spesso a guardarci intorno. Tegole finemente dipinte vi mostreranno dove sono l’oratorio e la chiesa parrocchiale di Maria SS. Della Visitazione, che purtroppo abbiamo trovato chiusa, e poi ancora su fino alle rovine della rocca, dove l’occhio si perde in un panorama mozzafiato.

Probabilmente durante la salita non incontrerete nessuno perché il centro di Cervara è ormai quasi un paese fantasma: sono lontani i tempi in cui il paese era un vero e proprio crocevia per artisti! Il primo ad arrivare e dipingere qui nel 1812 fu Joseph Anton Koch, tirolese, che ha lasciato un’incisione a testimonianza del suo passaggio, ma anche il celebre illustratore romano Pinelli ci passò, come pure il pittore tedesco Willers, fino a Sante Monachesi e Aldo Riso tra i più recenti, anche se colui che ha reso celebre Cervara in Italia e nel mondo è sicuramente il francese Ernest Hébert, la cui opera intitolata “Donne di Cervara” è attualmente esposta al Museo d’Orsay di Parigi.

Ma Cervara, negli anni, non ha attirato solo personalità dalla spiccata vocazione artistica: tra i personaggi più illustri che vi soggiornarono non possiamo dimenticare Samuel Morse, autore del famoso omonimo codice, mentre tra gli ‘ultimi’ – ma solo in ordine cronologico, eh! – c’è il musicista Ennio Morricone, cittadino onorario della città, che per Cervara nel 1998 compose Notturno e Passacaglia.

In questi giorni, inoltre, a Cervara ha luogo un importante torneo di calcetto, nonché la processione religiosa dell’Inchinata, che costituisce l’incontro tra due processioni, ma importante è anche la festa di san Rocco con il ballo della “Mammoccia”, un grande pupazzo di carta intorno al quale si danza e si canta.

Prima di rientrare abbiamo deciso di mangiare ad Arsoli, che non è vicinissima, ma ci regala una piccola perla culinaria: l’Hostaria 36 in piazza Valeria. Da fuori vi sembrerà di aver sbagliato indirizzo perché si presenta come un bar di paese, ma in tavola vi stupirà con i suoi innumerevoli salumi tra cui, indimenticabile, la bresaola d’oca, e il profumatissimo tartufo che impreziosisce ogni piatto. Voi scegliete i tortelli, li adorerete!

Foto | Alvaro Garrido

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