Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Buonanotte Gesù, ché l'ojo è caro".

Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Buonanotte Gesù, ché l'ojo è caro".

Nella nostra rubrica sul romano 'spiegato' ai romani, abbiamo parlato spesso di come il dialetto romanesco sia un ottimo modo per capire l'atteggiamento che tendenzialmente caratterizza il rapporto tra l'abitante della Capitale e la religione. Un rapporto molto complesso, vista la vicinanza col Vaticano: una presenza più ingombrante di quanto si possa immaginare, che il romano tiene 'a distanza' con abbondanti dosi di cinismo e ironia.

Andando molto indietro nel tempo, troviamo l'ennesimo modo di dire che racconta questo misto di rispetto, timore e scaltrezza congenita: "Buonanotte Gesù, ché l'ojo è caro" fa riferimento all'antica usanza di accendere un lumino davanti a un'immagine sacra. Che fosse nelle abitazioni o in qualche nicchia lungo le pareti del palazzo, a una certa ora veniva spento. L'olio (ojo) per far bruciare la fiamma costava, quindi ci si congedava con un affettuoso e un po' sarcastico "Buonanotte, Gesù" (mai dimenticare di ingraziarsi le divinità) e si spegneva il lume per risparmiare.

  • shares
  • Mail