Roma approva il bilancio 2014: tagli, rincari, TASI e pochi sconti

Roma approva il bilancio di previsione 2014 targato Marino, con pochi sconti (sempre per gli stessi), tagli, rincari e TASI.

ITALY-FLAG

Dicono che la notte porti consiglio, mentre per noi la maratona dell'assemblea capitolina ha approvato il bilancio di previsione 2014 targato Marino, con 28 voti favorevoli, 12 contrari e un astenuto, insieme a tagli e tasse che io consiglierei a pochi, e sono certa non faranno felici parecchi.

Un lavoraccio (sgravato all'ottavo mese dell'anno) che ha esaurito le 17 delibere propedeutiche, e approvato il maxi emendamento da oltre 32 milioni di euro, redatto dall’assessore al bilancio Silvia Scozzese, che taglia soldi alle dotazioni per le agevolazioni sulla Tasi (5,9 milioni di euro), per gli appalti delle mense (3,9), per le iniziative turistiche (1), per il settore informativo (4) e per i contratti di servizio di Multiservizi (2,5) e Aequa Roma (4), per incrementare la quota destinata a manifestazioni culturali (5), servizi sociali (5,3) ai Municipi per la manutenzione stradale (3), e per la manutenzione del verde (2,7).

Questo anche se a fronte di 300mila euro di tagli allo staff del sindaco e della sua giunta (e non i 2 milioni ipotizzati dalla maggioranza in consiglio), vengono destinati 500mila euro all'assemblea capitolina.

Un maxi emendamento che porta i tagli della spesa da 117 milioni a quasi 150, per la manovra da 6,5 miliardi di euro, mentre altri 244 milioni arrivano dall'aumento della tassa di occupazione di suolo pubblico (con sconti per i soliti) e della tassa di soggiorno, di strisce blu, Ztl, scuole e asili nido, insieme alla Tasi.

La tassa sui servizi indivisibili forniti dai Comuni, introdotta dalla Legge di Stabilità 2014 al posto della TARES, fissa l'aliquota dei pagamenti al 2,5 per mille sulla prima casa (il minimo imposto per legge), e all'11,4 per le seconde, con tagli delle dotazioni per le agevolazioni sulla Tasi (5,9 milioni).

L’addizionale comunale Irpef resta invariata al 9 per mille (che già non è poco), mentre a non pagarla saranno solo i circa 530 mila romani che rientrano nella fascia di reddito inferiore ai 10 mila euro.

Già noto l'aumento della tassa di occupazione del suolo pubblico per le piazze del centro storico legate ai grandi eventi, come l’affitto del Circo Massimo per un concerto passato da 8 mila euro (per il concerto dei Rolling Stones) a 200 mila euro, e lo sconto concesso ai camion bar con la Cosap aumentata solo 3,5 volte e non 10 volte (che già sembrava poco per quello che guadagnano) e triplicata per i venditori di souvenir.

Aumenta anche la tassa di soggiorno per i non residenti, e in proporzione al numero di stelle, negli alberghi a 5 stelle passa da 3 a 7 euro al giorno.

Una manovra «seria e rigorosa» (per Marino), che non prevede sconti per chi parcheggia sulle strisce blu, fatta eccezioni per chi passa all'auto elettrica e ibrida (altre auto), con la tariffa aumentata da 1 a 1,50 euro e la sospensione delle agevolazioni.

Dieci volte più cari sono i permessi Ztl per i residenti del centro storico, dove si passa da 94 euro a 1.216 euro per un pass con validità di 5 anni.

Per altri stanziamenti seguono i nostri approfondimenti.

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