Pedaggio sul Grande Raccordo Anulare: Castelli ci riprova. I soldi potrebbero servire alla Manovra finanziaria

Proviamo a immaginarlo così, come nella spettacolare imitazione che Corrado Guzzanti ha regalato per sempre di Antonello Venditti. Proviamo a immaginare il viceministro alle Infrastrutture e trasporti Roberto Castelli che recita a memoria tutte le uscite del Grande Raccordo Anulare, perché - ormai è chiaro - la sua è passata dall'essere una battaglia politica al diventare una vera e propria ossessione.

Non gli è bastato tacciare i romani di "arretratezza culturale" (ritrattando poi malamente), meno che mai la bocciatura drastica del Governo con tanto di nota ufficiale della commissione Ambiente della Camera. Il viceministro ci riprova, con la 'scusa' della ritoccatissima manovra finanziaria. "Nel momento in cui il governo sta cercando le coperture per la manovra, ricordo che ormai da un mese il ministero dell'Economia e delle Finanze ha ricevuto da parte del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti la bozza di Dpcm di attuazione della riscossione di pedaggi sulle tratte autostradali ancora gratuite", dice.

E ancora: "L'attuazione di questa norma di legge consentirebbe già dal 2012 un gettito di almeno 350 milioni di euro annui". Peccato che il problema - ma forse Castelli non sente da quell'orecchio - sia un altro. Paradossalmente, è lui stesso ad accennare alla cosa: "Mancano soltanto gli atti amministrativi susseguenti che inspiegabilmente non vengono adottati". Quell'inspiegabilmente è sempre nelle ragioni della precedente bocciatura. Per citare il titolo di un film: "Provaci ancora, Castelli".

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