L'uomo e il Viagra: è finito il mito del romano virile?

Flickr:  OzchinEravamo il popolo degli sciupafemmine, dei conquistatori, dei seduttori. Eravamo, esatto, perché pare che il romano dei giorni d'oggi si sia dimostrato di scarsa resistenza di fronte all'aggressione dei tempi moderni. Signore e signori, ladies and gentleman, facciamocene una ragione: è proprio il maschio capitolino il maggior consumatore italiano di Viagra.

Ce lo rivela una ricerca commissionata proprio dalla Pfizer - la ditta distributrice delle pillole blu nel Bel Paese - dal titolo che dice tutto: "Gli italiani e la sessualità". Una ricerca dai numeri eloquenti: per ogni mille over-40 romani, dal momento del lancio sul mercato (nel 1998) sono state 5434 le pillole consumate; 5 pillole e mezza a persona, in poco più di 8 anni. Non è un granché, direte voi. Invece a me pare la fine di un mito.

Il fatto è che questo particolare primo posto in classifica - in questo i milanesi li battiamo - sta diventando ormai una consuetudine. Già lo scorso agosto ci eravamo piazzati in cima al podio, con 4790 pillole ingurgitate (con Milano al quindicesimo e Napoli al trentunesimo posto).

Che sia finita un'epoca? Da queste parti si spera di no, anche perché il maschio romano ha sempre avuto un discreto fascino sia per le donne che per gli uomini (06blog non è certo omofoba, come sapete). Dov'è finito? È sparito? Come mai ha bisogno di un aiutino? Mie care signore all'ascolto, fatevi sentire: secondo voi, il maschio capitolino ce la fa o non ce la fa?

Siamo davvero destinati a una vita di coadiuvanti?

foto | Flickr

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