L'ultima invenzione abusiva: il finto controllore della metro

Con una divisa fatta in casa, c'è qualcuno alle fermate metro che si finge controllore. Per qualcuno offre autentico aiuto, per altri è un altro pizzo da pagare. Intanto dilaga un ignobile razzismo di reazione.

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Alla fermata metro Flaminio appare anche questo personaggio. Una divisa eccentrica, ammettiamo, con un borsello al collo e cappellino. Attende a fianco alle macchinette elettroniche. Offre informazioni in inglese, direzioni, consigli sulla sicurezza, entra addirittura nella zona davanti alle scale mobili, per sbloccare il tornello a chi ha problemi con il ticket.




Pare che non chieda soldi (almeno così viene descritto) si accontenta dei resti come mancia. Un po' come quelli che ti aiutavano col carrello della spesa. Qualcuno commenta che non è affatto così:

"Guardate che i soldi li chiede eccome. Si piazza vicino ai tornelli e blocca la gente anche fisicamente e fa finte multe. E c'è anche quando c'è il personale nelle guardiole. Una volta l'ho indicato ai controllori che si sono messi a ridere. Va bene così, sottovalutiamo i problemi. Non è un problema.."

Ora. Il problema di questo genere di "denunce" è che ottengono il pessimo risultato di scatenare le reazioni più becere, spesso condite da razzismo e xenofobia. Resta il fatto che anche chi racconta la storia fa notare: l'assenza di chi dovrebbe controllare sul serio, intervenire, gestire la situazione.

Ci sono delle zone franche dove Roma è sempre più abbandonata. Terra di nessuno. Il rischio di provocare giustizieri della notte è forte. Lo si capisce dal tono dei commenti sui social network. Qui o sul caso denunciato dal Messaggero a proposito della vecchia "riffa" intorno alle macchinette che emettono biglietti.

Resta sempre un dubbio forte, considerando questi fenomeni crescenti in città. Perché non si crea forza lavoro utile partendo proprio da questi esempi? Perché non ricreare figure autentiche di bigliettai a bordo degli autobus, di controllori e semplici assistenti per passeggeri e turisti? Perché dobbiamo lasciare che sia tutto nelle mani di chi si arrangia, nel bene e soprattutto nel male?

Pensate che avevamo in mente di creare davvero il ruolo di un finto controllore Atac, per fare un'inchiesta su quanti pagano in effetti il biglietto a bordo e dimostrare quanto si potrebbe recuperare economicamente per le casse pubbliche. Ma qualcuno ci ha anticipato...

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