Neve a Roma: il 5 agosto il miracolo a Santa Maria Maggiore devia la mobilità

Nevica a Roma, anche di agosto, con il miracolo del culto mariano che scende sulla Basilica di Santa Maria Maggiore e devia la mobilità.

Il sole è tornato ma la neve miracolosa resta nell'aria, mentre oggi dalle ore 20.30 alle 24, la rievocazione storica del "Miracolo della Madonna della Neve" in piazza di Santa Maria Maggiore, chiude al traffico piazza Santa Maria Maggiore, via Esquilino, via Liberiana, via Carlo Alberto e via Merulana (da piazza Santa Maria Maggiore a largo Brancaccio), deviando il percorso della linee 16, 70, 71, 360, 590, 649 e 714:

- la linea 16 in direzione Costamagna da via Cavour devia in via Farini, viale Manzoni e piazza di Porta San Giovanni; in direzione XX Settembre da piazza di Porta San Giovani devia in via Emanuele Filiberto e via Napoleone III
- la linea 70 solo in direzione via Giolitti da via Nazionale devia in via delle Terme di Diocleziano, via Cavour e via Gioberti
- la linea circolare 71 da via Giolitti devia in via Cavour, via Amendola, via Cavour e via Gioberti
- la linea 714 in direzione piazzale Nervi da via Cavour devia in via dei Fori Imperiali e via Labicana; in direzione Termini da piazza San Giovanni in Laterano devia in via Carlo Felice, via Santa Croce in Gerusalemme, via Conte Verde, e via Gioberti
- le linee 360, 590 e 649 in direzione esterna da via Emanuele Filiberto devia in via Napoleone III e via Gioberti; in direzione interna da via Cavour devia in via Farini, via Conte Verde e via Emanuele Filiberto


Aggiornamento

Neve a Roma: il 5 agosto il miracolo a Santa Maria Maggiore

Questa estate romana instabile e furiosa che sembra capace di tutto, forse non farà piovere rane dal cielo, ma è pronta a concedersi un miracolo, e se la neve a Roma può essere una tragedia in ogni stagione, quella di agosto è un miracolo della Madonna.

Per la precisione il "Miracolo della Madonna della Neve", venerata dal cosiddetto culto di iperdulia, che da un trentennio torna a rivisitare il sottile confine tra storia, leggenda e tradizione, al cospetto della Basilica di Santa Maria Maggiore.

Un culto mariano onorato da 152 edifici sacri fra chiese, santuari e basiliche minori di tutta Italia, ma profondamente legato all'edificazione della matriarcale Basilica romana, nota anche come Santa Maria della Neve o Basilica Liberiana, dal nome del fondatore Papa Liberio, che ne sognò l’ubicazione contemporaneamente al ricco patrizio Giovanni che la finanziò, sulla cima settentrionale del colle Esquilino, trovata innevata nella notte estiva tra il 4 e il 5 agosto dell’anno 352 d.C. 

Miracolo della Madonna della Neve a Roma

La tradizione secolare che il prossimo martedì 5 agosto torna sul sagrato della basilica con uno suggestivo spettacolo di luci, suoni e colori, per ricordare il miracolo della nevicata estiva con una pioggia di petali di rosa bianca durante la solenne celebrazione liturgica, e dal 1982 contemplano anche la neve artificiale, sparata su fedeli e curiosi con il naso all'insù (e senza bisogno di rinoplastica).

Dalle ore 21 alle 24 lo spazio architettonico di piazza Santa Maria Maggiore sarà avvolto da luci riflesse multicolori, la ribalta e il proscenio animeranno le parole del trattato scritto sul miracolo e sulla storia della città di Roma e sulle sue antiche tradizioni.

«Le statue di marmo della basilica saranno illuminate con effetti speciali, con specchi voltaici per carpire il cielo antico di Roma, le nuvole che con le macchine fabbrica-neve imbiancheranno tutta la piazza e simbolicamente la città di Roma. La neve scenderà come messaggio di pace e di speranza: le note del messia di Hendel aprirà il miracolo, apparirà la Madonna come segno di assoluta forza verso l'amore dei suoi fedeli».

Uno spettacolo che l'architetto Cesare Esposito, ideatore dell'iniziativa, dedica a Papa Francesco «perché ha commosso il mondo dando la sua ricchezza nei cuori e la speranza all'umanità difendendo gli umili» sperando che questo martedì assista allo spettacolo nella basilica dove è andato a pregare sin dal primo giorno del suo pontificato a pregare.

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