Turisti a Roma, maestri di low cost

trevi Ne avevamo già parlato in un post precedente: Roma offre tante bellezze da godersi anche senza pagare una lira. E i turisti, dato che la crisi economica sta è sempre più globale, sono i primi a documentarsi sul modo migliore per visitare la Capitale senza "ticket".

Ora i dati delle associazioni di categoria degli esercenti confermano il trend della scelta del low cost per i visitatori della Capitale di tutte le nazionalità. Innanzitutto, facendo una media delle spese giornaliere per rimanere a Roma (vitto, alloggio ed extra) si arriva “solo” a circa 121 euro (-10 per cento rispetto allo scorso anno).

Se si calcola che la quasi totalità di queste va probabilmente a coprire l'alloggio, rimane poco da rosicchiare. E così si sceglie di tirare la cinghia sul cibo (affidandosi alla Roma Pass per le escursioni culturali, magari). Il turista infatti, dicono gli esercenti, è diventato il re della “mezza porzione”, nei ristoranti capitolini.

Si prende una mezza porzione a testa (“un assaggino”) di primo e secondo, magari. Oppure un piatto unico, bevanda e via. Altrimenti, si diventa “fagottari” della panchina, sciogliendo sul grembo cenci in cui sono custoditi panini o piatti già preparati da casa.

D'altronde, si sceglie sempre di più il Bed and breakfast invece dell'hotel, per soggiornare (anche se c'è chi è maestro di couch surfing) o al massimo un appartamentino da affittare per più giorni, magari in comitiva, per dimezzare la spesa.
E voi? Vi sentite maestri di turismo sostenibile? Che strategie avete adottato/adotterete durante i vostri soggiorni?

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