Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Tàja ch'è rosso!"

Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Tàja ch'è rosso!"

Edizione estiva del nostro appuntamento settimanale con "Romanorum": la rubrica di 06blog in cui vi invitiamo a scoprire - o riscoprire - le espressioni idiomatiche più note e caratteristiche del dialetto romanesco. Edizione estiva - dicevamo - che non possiamo quindi non festeggiare con una frase legata al Re delle calde estati capitoline, ovvero il Cocomero.

L'anguria inizia a colorare le strade di Roma ai primi caldi: banchi sui marciapiedi, qualche sedia e una pausa rinfrescante a buon mercato (almeno il più delle volte). Ora è facile individuarli grazie anche alla radio che spara spesso musica a tutto volume: un tempo invece erano i 'cocomerari' a doversi ingegnare per attirare l'attenzione dei clienti. Quindi via ai cartelli fantasiosi, ma soprattutto alle urla 'da mercato'.

Il grido più tipico era appunto "Tàja, ch'è rosso!", ovvero: taglia (il cocomero) perché è rosso, maturo, buono da mangiare. Magari dopo il 'tassello', la famosa pratica di incidere un quadrato in profondità e estrarre il contenuto per controllare lo stato della polpa. L'espressione nel tempo venne usata come invito ad approfittare di una buona occasione, del momento adatto per godere di qualcosa pronta al momento giusto. Un carpe diem rosso-cocomero, insomma.

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