Salvate l'acqua Egeria (o almeno la sua etichetta)

L'etichetta dell'acqua EgeriaAlle volte, è vero, ci vogliono togliere tutte le certezze. Destabilizzarci dall'interno. Farci piombare nel futuro facendoci perdere i legami con la tradizione e col passato. Lo fanno con le metropolitane, con le Arae Pacis, con le Piazze Venezia, e così via. In alcuni casi queste operazioni funzionano e in altri no, alla gente non piacciono.

Non so come la pensiate voi, ma posso dirvi cosa prova il nostro lettore Simone, che ci parla di un problema che a lui sta molto a cuore:

Ho istituito, in accordo con l'autore, una petizione per ripristinare la vecchia etichetta dell'acqua "Egeria", in quanto considero essa un patrimonio culturale della città di Roma, un immagine che ha accompagnato i Romani per generazioni, sostituirla ora con una asettica illustrazione credo sia una ennesima dimostrazione del poco senso culturale degli ultimi tempi.

L'acqua Egeria è nota ai romani fin dai tempi dell'antichità, tanto da venir definita sotto il regno di Numa Pompilio come "salutare, santa e miracolosa". Il suo logo invece, come ci ricorda Simone, è stato creato da Amedeo Gigli più di 60 anni fa, "per la discreta cifra di cinquecento lire" (come racconta quest'ultimo).

E ora che la ditta l'ha sostituita con una nuova etichetta, più moderna, è arrivato il momento della nostalgia. Simone ha indetto una petizione on-line: se volete, andatela a firmare. Ci hanno tolto la vecchina dell'Ace, hanno reso il Capitan Findus un marinaio fashion trentenne, hanno sostituito il rassicurante bambino della Kinder. Adesso vogliono toglierci l'etichetta dell'acqua Egeria. Lottate con noi, ragazzi. Lottate con noi.

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