Aeroporto Fiumicino: allarme legionella proibisce di usare l’acqua

Il rischio della forma più pericolosa di legionella, spinge a drastiche misure restrittive per l'utilizzo dell'acqua, l'impianto idrico della Cargo City dell'Aeroporto di Fiumicino.

Reduce da una dolorosissima forma di gastroenterite virale, contratta non so ancora bene come, con tutto il corollario di devastanti sintomi possibili, dalla febbre ai crampi addominali più lancinanti e dolorosi che io ricordi, su consiglio del medico mi sto tenendo lontana da possibili cibi, acque o individui infetti.

Una parola! Anche se le ragioni per diffidare di ogni cosa non mancano certo, a partire delle acque "fortemente inquinate" rilevate soprattutto sul nostro litorale, con la presenza di valori di escherichia coli e enterococchi intestinali ben al di sopra dei valori consentiti dalla normativa vigente.

A quanto pare non va meglio neanche nell’impianto idrico presso l’edificio dell'impianto industriale nell’area Cargo City dello scalo di Fiumicino, dove Arpa Lazio e Asl Roma D hanno avviato le indagini a caccia del pericolosissimo batterio della legionella pneumophila, la forma più pericolosa, meglio nota come La malattia del legionario.

Un germe patogeno letale e resistente, che prospera in ambienti umidi e soggetti a stagnazione dell’acqua, si trasmette per contatto e più raramente per via aerea, e deve il nome all'epidemia acuta che nell'estate del 1976 colpì un gruppo di veterani della American Legion riuniti in un albergo di Filadelfia, causando ben 34 morti su 221 contagiati di oltre 4.000 veterani, per colpa del batterio successivamente isolato nell'impianto di condizionamento dell'hotel.

Uno sgradito ospite, che ha spinto il grosso complesso aeroportuale dove lavorano circa ottomila persone e transitano qualcosa come 135mila tonnellate di merce l'anno, ad adottate pesanti misure restrittive.

La nota diramata il 17 luglio dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli riguarda tutto il personale e sollecita provvedimenti al gestore dell'impianto industriale, ovvero la società "Aeroporti di Roma".

«Evitare l’uso dell’acqua per le abluzioni ed evitare gli asciugatori a getto d’aria. In caso di lavaggio, usare il sapone e asciugare subito con salviette di carta. E non bere l’acqua».

Pur mancando ancora l'esito delle analisi e dei riscontri specialistici, d’intesa anche con il medico della struttura, dottor Franco Gioia, si sono fissate le regole precauzionali per tutto il personale operante all’interno degli uffici doganali, in attesa che la società di gestione provveda "ad un intervento di sanificazione".

Anche le autorità aeroportuali attendono l'esito delle verifiche condotte dall'Arpa Lazio e dalla Asl, mentre il direttore Enac dell'aeroporto, Vitaliano Turrà, rassicura sull'esito dei controlli effettuati sugli impianti idrici a di condizionamento di tutti i settori della Cargo, insiema alla bonifica e disinfestazione totale effettuata per due giorni.

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