I Kraftwerk, lo spettacolo in 3D conquista il mondo e anche Roma

La band tedesca di musica elettronica dopo il successo romano, potrebbe presto presentare novità a livello musicale. Per ora ha emozionato tutti.

Un gruppo che è partito da Dusseldorf nel 1970 ed ha conquistato tutti indistintamente, ispirando i migliori musicisti in circolazione, non poteva non infiammare la Capitale. I Kraftwerk hanno fatto registrare il tutto esaurito a Roma con uno spettacolo fuori dal convenzionale.

kraft

Ospiti della rassegna “Luglio Suona Bene” hanno reinventato ancora una volta il mondo delle sette note, facendo indossare ai presenti gli occhiali di cartone bianco per la visione in tre dimensioni e regalando un evento audio-visivo sicuramente unico nel suo genere.

kraftw

La formazione musicale non si può dire che sia semplicemente al passo con i tempi, in effetti li precede e i fan continuano da decenni a moltiplicarsi. Per loro sul palco non basta proporre il meglio dei successi di una lunga e fortunata carriera, sperimentano come facevano moltissimi artisti nel periodo del loro arrivo sulle scene, ma oggi è una pratica che resta appannaggio di pochi talentuosi o di qualche cantautore coraggioso.

La loro performance che a Roma, alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica, ha segnato l’unica data italiana riguarda un progetto che è partito da tre anni circa con diverse variazioni del tema principale e che ora è giunto da noi, dopo un consenso sempre fortissimo in Europa, Stati Uniti e Australia.

I Kraftwerk hanno inventato nuovi suoni e strumenti ma questa volta sono stati gli effetti ad emozionare ancora di più del resto, con un megaschermo alle spalle dei quattro musicisti e due ore di concerto-evento. Per quanto riguarda i pezzi, sono state valutate le varie esigenze puntando però sui successi storici da The Man-Machine a Computer World. Il pubblico era ipnotizzato e talvolta perplesso di fronte ad immagini che davvero sembravano dirigersi verso la platea. Gigantesche note si spostavano e raggiungevano i presenti in pezzi come Techno Pop, ad esempio, mentre passavano con maestria attraverso moltissimi generi dall’hip-hop al rock al synth-pop.

La creatività del gruppo ha raggiunto il massimo probabilmente nel 1978 con il fortunato album Tha Man-Machine, in cui arrivavano suoni robotici e l’ascoltatore veniva proiettato nello spazio con un sound mai ascoltato prima. La location dove tutto questo e anche molto altro ha preso vita nel tempo, è stato quasi ogni volta il Kling-Klang lo storico studio acquistato nel 1973.

Tour de France è ben più recente, ma ha segnato un momento importante del loro progetto insieme a livello artistico. I capolavori proposti negli anni, le novità, le contaminazioni musicali, le idee sono sempre ancora più inattese perché giungono dopo periodi di inattività e successivi ritorni che non sono mai casuali e scontati. Calcano i palchi di tutto il mondo quando hanno qualcosa da dire e, soprattutto, quando sanno di aver scoperto qualcosa di unico in un campo percorso da molti ma reso immortale da pochi.

  • shares
  • Mail