Roma arDente: Palatofino ai Colli Portuensi

Crudo, telline e altre specialità di pesce freschissimo servite in terrazza

palatofino

Sembra proprio che viale dei Colli Portuensi si stia candidando a diventare la strada più amata dai gourmet di Roma, visto i tanti esercizi ‘golosi’ che vi stanno aprendo o che vi si stanno rinnovando. Noi ne siamo felici visto che non abitiamo molto lontano, e così abbiamo deciso di approfittarne e provare uno dei posti che ci mancavano: Palatofino, al civico 99, che propone come specialità il pesce.

La nuova gestione è qui presente da circa un anno e si è stabilita su un vecchio ristorante rispetto al quale non ha rinnovato gli spazi né troppo gli arredi: il design è sempre moderno, c’è sempre la bella terrazza al piano terra riparata dalla strada (ma non dall’umidità delle ultime propaggini di Monteverde) e lo stile è sempre radical chic, ma il menu è decisamente cambiato, nel chiaro intento di proporre una cucina capace di coniugare tradizione e ricerca, soddisfacendo così le bocche buone come i palati raffinati.

Ci accomodiamo fuori e siamo in 5 a festeggiare un onomastico familiare: per antipasto, chi lo ama, ordina il piatto delle crudità che quando arriva è un vero trionfo di colori, profumi e, una volta assaggiati, anche di sapori. Piace anche l’insalata di mare servita bella fresca e abbondante. Di primi, oltre a un’ormai classica ed equilibrata carbonara di mare, non tutti hanno fantasia e scelgono gli spaghetti telline e tartufo, un connubio extra chic ed extra gusto. A me invece piace osare e non resto delusa dagli gnocchetti al nero di seppia con calamaretti, pomodorini e anice stellato che però speravo si sentisse meno, mentre copriva un po’ il resto.

Devo però spendere qualche parola sulle telline, che giustamente ci hanno venduto per freschissime ed era la verità: abbiamo visto con i nostri occhi il pescatore portarle in un secchio pieno d’acqua (e l’attesa per il piatto si è poi fatta sentire). Secondo me sanno sempre e comunque di sabbia, ma gli altri hanno tessuto per ore le lodi del piatto. Meglio così.

Il secondo non mi fa impazzire: per non riempirci troppo abbiamo optato per dei gamberoni in pasta kataifi (una specie di pasta fillo) che io credevo fosse attorno e non dentro al crostaceo. La cosa mi ha disturbato un po’, anche perché vi svelo un grande segreto: ho il terrore di mangiare gamberi e affini al ristorante perché temo di lanciarli inavvertitamente nel piatto di un vicino come accade in molti film!

Torniamo a noi: il dolce ha un cuore morbido di cioccolato quasi per tutti, dopo aver annaffiato un pasto completo con un bianco secco che ricordava il Vermentino. Anche il servizio è sollecito e presente, ma come a volte accade in questi casi, la caduta di stile è in agguato: ok le solite autocelebrazioni, il decantare le lodi – peraltro condivisibili – sulla maestria dello chef, ma era proprio necessario disprezzare esplicitamente la gestione precedente? Io c’ero stata a mangiare e non mi era sembrata affatto male…

Palatofino
Viale dei Colli Portuensi, 99
00151 – Roma
Tel 06 88542339
Foto | quandoo.it

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