Falsi Ray-Ban a Roma: come riconoscere gli occhiali veri da quelli contraffatti

La nota marca presa di mira dai produttori di perfette imitazioni, ma riconoscere le differenze si può.

rayban3

In estate il problema è ancora più presente: con il mare, le ferie e le lunghe giornate all’aria aperta gli occhiali da sole diventano degli alleati importanti per proteggere i nostri occhi. Un marchio storico come quello dei Ray-Ban è da anni super copiato e venduto anche fuori dai negozi dell’azienda Luxottica, che è depositaria del marchio. E non solo per la strada dagli abusivi...

Schermata 2014-07-16 alle 11.08.20

Un rischio notevole quello di portare a casa una imitazione, per una serie di motivi. Per prima cosa, indossare un paio di lenti false potrebbe alla lunga creare fastidi di vario tipo alla vista e poi sborsare una quantità di denaro non indifferente con la convinzione, inesatta, di aver scelto l’ultima produzione di uno dei modelli più richiesti sul mercato, non è affatto piacevole.

La truffa è dietro l’angolo, dentro e fuori dai negozi di tutta Italia, e ovviamente anche a Roma. Ma come riconoscere i veri Ray-Ban da quelli falsi?

La prima regola è quella di verificare che ci sia la certificazione di originalità degli occhiali. Deve esserci, infatti, il marchio di qualità europea (CE), le istruzioni che riportano le caratteristiche (dal vetro utilizzato ai trucchi per conservarli al meglio senza graffiarli, ai consigli sulla pulizia delle lenti).

rayban2

Devono dunque essere presenti i codici sulla superficie interna delle aste e, a livello estetico il modello presenta dei dettagli più grossolani e un peso maggiore. Gli originali sono in metallo e poi deve essere riportato il nome del produttore o del fornitore e l’anno di produzione. C'è anche la firma esterna ed "interna" dentro le lenti. Da leggere come una filigrana.

rayban

Solo così, insomma, si potrà essere certi di aver preferito degli occhiali da sole in grado davvero di proteggere e di essere sicuri al cento per cento. Un fattore da non sottovalutare mai sia per gli adulti che per i piccoli, soprattutto se calcoliamo che la metà delle radiazioni UV ai quali siamo esposti nel corso della nostra vita, interessano la fase da zero a 18 anni.

  • shares
  • Mail