Rifiuti Roma: piano straordinario per uscire dall'emergenza in 10 giorni

L'emergenza dei rifiuti fa partire i provvedimenti del Piano straordinario per decoro e pulizia della città: dal nuovo impianto ai servizi potenziati, passando per i dirigenti Ama in strada e senza ferie.

Dopo anni di tentativi e fallimenti, emergenze e provvedimenti non risolutivi, la chiusura della città-discarica di Malagrotta e l’obbligo di trattare tutti i rifiuti prima di avviarli al recupero e allo smaltimento, ha riempito Roma di rifiuti che Ama non 'riesce' a smaltire, e restano per strada trasformando la capitale d'Italia in una discarica a cielo aperto.

Fallito tutto il resto, dall'inchiesta sulla raccolta in tilt di Ama alla sfuriarta di Marino ecco arrivare anche un nuovo Piano straordinario per decoro e pulizia della città, con provvedimenti drastici per solvere il problema in 10 giorni, stando almeno alle dichiarazioni del nostro sindaco Ignaozio Marino
«Entro dieci giorni non ci saranno più i rifiuti per strada».

Una bella notizia per i cittadini stufi di pagare rincari e nuove tasse sulle bollette per lo smaltimento dei rifiuti cn la città ridotta in questo stato, che parte da alcuni provvedimenti che qualcuno si è già divertito a definire 5 mosse, per riportare alla normalità (scarsina) l'attuale emergenza rifiuti, e rendere Roma addirittura un modello virtuoso di raccolta differenziata a 5 frazioni (carta, vetro, multimateriale ‘leggero’, organico e indifferenziato), entro il 2015.

EMERGENZA RIFIUTI ROMA

Tritovagliatore
Nella capitale che dispone di solo 4 impianti di Trattamento Meccanico-Biologico per trattare 3.200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati prodotti dalla città, entro una settimana verrà installato un nuovo tritovagliatore (trita rifiuti indifferenziati) all’interno dello stabilimento Ama di Rocca Cencia, con una capacità di trattamento di 200 tonnellate/giorno (pari a 5.400 cassonetti), attivata entro fine mese. Una soluzione provvisoria gestito dal Comune, analoga a quello del Colari, ma noleggiata a 140 euro a tonnellata (circa 35 euro in meno del prezzo pagato a Colari)

Potenziamento del servizio di smaltimento
Accordi con i fornitori che effettuano servizio di trasporto e smaltimento dei rifiuti trattati fuori dal Lazio, puntano a potenziare il servizio, ampliando le alternative a disposizione, portando i rifiuti già trattati anche all’estero, per i quali sarà bandita una gara europea.

Aree provvisorie di selezione e cernita
attivazione di aree provvisorie di selezione e cernita (chiuse e ambientalmente protette) di materiali riciclabili a supporto della filiera della differenziata, direttamente collegati alle esigenze dei Municipi circostanti;

Controllori e squadre AMA
Ad AMA spetta portare in strada i suoi dirigenti, che anno accettato di rinunciare alle ferie e vigileranno anche di notte l’andamento della raccolta, insieme a 100 controllori con la facoltà si mutare i dipendenti e i cittadini irrispettosi delle regole, e 30 squadre (due operatori e un mezzo) a disposizione dei presidenti di Municipio per gli interventi segnalati dai cittadini.

Ecodistretti
La realizzazione di due ecodistretti su aree di proprietà di Ama, da riqualificare e risanare a Rocca Cencia (a fianco dell'attuale impianto di Trattamento meccanico biologico), e Ponte Malnome nella Valle Galeria (nella rimessa Ama di fronte alla discarica di Malagrotta), rientra tra le soluzioni più a lungo termini per rendere il rifiuto una risorsa, grazie a buone pratiche ambientali e innovazione tecnologica come i "biodigestori (per trasformare i rifiuti organici in gas, energia elettrica, ndr).

"Mi sono riservato di avviare un audit, con figure di cui non voglio rivelare i nomi, che mi aiutino a capire se ci sono state mancanze dentro l'organizzazione dell'azienda che ha 2,2 addetti per 1.000 abitanti, le altre capitali ne hanno 1,7, quindi come forza lavoro dovremmo essere in una condizione di straordinaria superiorità rispetto alle altre capitali europee. Bisogna capire perché non lo dimostriamo" - Marino

Il futuro delle Colari
Il 21 settembre 2014 scade l’ordinanza del sindaco che consente di usare i Tmb del gruppo Colari malgrado l’interdittiva emessa dal prefetto per l’inchiesta giudiziaria su Cerroni. Un decreto del governo consente, in casi come questi, la requisizione degli impianti.

"stiamo lavorando con la nostra avvocatura e con il ministero dell'Ambiente per procedere secondo le esigenze. Dobbiamo lavorare, ed è giusto che sia così, seguendo le indicazioni delle leggi e della magistratura. In questo momento l'avvocato Cerroni, agli arresti fino allo scorso 16 aprile, ha ritenuto di fare un ricorso al Tar chiedendo che venga negato l'interdittiva del Prefetto. Se vincesse Cerroni è evidente che lo scenario cambierebbe. Se, invece, il tribunale confermasse l'interdittiva allora procederemo alla requisizione degli impianti prevista dalla legge. In quest'ultimo caso, io sono pronto e disponibile ad assumere in prima persona la responsabilità della requisizione degli impianti presenti nel Comune di Roma" - Marino

Ovviamente tutto questo resterà l'ennesimo tentativo vano di risolvere il problema dei rifiuti, sino a quando l’estensione della raccolta differenziata non ridurrà la quantità di rifiuto indifferenziato, che dopo il IV e XII, arriverà in altri tre Municipi romani (ancora indifferenziati) da settembre.

Via | Roma Capitale
Foto | 06blog

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