Roma non è una città per donne. Prime nei concorsi, poche al potere

sorriso Roma non è una città per donne, continuiamo a dirlo, a mo' di provocazione, nei nostri post. Non è una città governata da donne, soprattutto: a dirlo sono i numeri, dati alla mano, di quanto “rosa” c'è nei luoghi del potere capitolino.

A livello di incarichi capitolini che si rivestono per nomina diretta, a Roma, la presenza maschile supera l'89 per cento; sui dirigenti comunali, 101 sono donne, meno di un terzo rispetto al totale di 389 posti.

Un luogo comune sul fatto che gli uomini “fanno branco” e invece le donne sono invidiose le une delle altre e non si spalleggiano? Oppure sintomo del fatto che è difficile abbattere un muro ben strutturato, o intagliare un tessuto dalla trama fitta?

Fatto sta che si tratta di semplici numeri, che al di là di discussioni sull'opportunità di quote riservati, sull'ingiustizia del sistema, etc..., suggeriscono ad ogni lettore ciò che vuole.

Però le donne romane possono almeno togliersi la soddisfazione di primeggiare nei concorsi per incarichi di tipo organizzativo: sono il 60 per cento (292 su 468).

L'unica arma, forse, è studiare. Al di là di ogni presunta logica di simpatia e affratellamento.

Foto | Flickr

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