Storace: rinvio a giudizio, si decide il 26

Flickr: the bbpSlitta al 26 di questo mese la decisione per il rinvio al giudizio di Storace, relativa al caso dello spionaggio informatico ai danni dell'Anagrafe del Comune di Roma e di Alternativa Sociale, ai tempi delle elezioni amministrative del 2005. Tiriamo tutti un respiro di sollievo, su, che non aspettavamo altro.

La decisione è stata presa dallo stesso Gup Enrico Imprudente, che ha scelto di rimandare al primo marzo anche il giudizio sulla richiesta di patteggiamento di due collaboratori dell'ex presidente della Regione Lazio. Per chi non lo ricordasse, l'accusa mossa agli imputati sarebbe quella di essersi intrufolati illegalmente nell'archivio informatico del Campidoglio per controllare i dati delle firme raccolte dal partito di Alessandra Mussolini, imepdendole di partecipare alle successive elezioni. Un vero e proprio scandalo, all'epoca.

Tranquillissimo invece Storace. L'ex governatore si è presentato davanti al Giudice di Roma, "puntualissimo" (come dice il Giornale), ed esprime dichiarazioni nette: "Oggi saprete tutta la verità sulla vicenda. L’accusa di spionaggio ci è costata 25mila voti". Per Storace questo caso è una montatura che gli è costato il posto da ministro, e aggiunge: "Mi è stata tesa una trappola".

Secondo la difesa, le accuse sono nate "dall'astio e il rancore personale di un ex collaboratore" del Governatore: Dario Pettinelli, non più parte del gruppo di Storace in seguito alla sconfitta delle regionali del 2005. E l'ex presidente di Regione si difende: "Il PM sostiene che io sia stato l'istigatore, ma non ha indicato la sede. Ma io alla Pisana non c'ero. Sono passato verso l'una di notte".

foto | Flickr

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