Gita Fuori porta: a Poggio Moiano per l’infiorata

Fiori, profumi, colori e… bruschette nel weekend dei fiori

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Esattamente a metà strada tra Roma e Rieti, immerso nel verde della Sabina dove si fa l’olio buono, sorge Poggio Moiano, che è la meta della nostra gita fuori porta di questo fine settimana perché ad attenderci c’è un appuntamento assolutamente singolare, capace di affascinare grandi e piccini: l’infiorata.

Per la serie “ditelo con i fiori”, questa usanza oggi completamente profana, affonda le proprie radici nel religioso: era molto comune, infatti, durante le processioni, gettare petali di fiori al passaggio dell’icona o della statua venerata, in segno di omaggio. Da qui, poi, si è iniziato a ‘dipingere’ splendidi quadri con i petali di fiori che per non perdere la loro sfumatura cromatica venivano accuratamente trattati nel modo seguente: una volta essiccati al buio, erano tritati per ottenere la polvere di fiori con cui si colorano le immagini sacre disegnate per terra. Il materiale originale sono petali di rosa, geranio, calendula, agapanto e perfino alcuni tipi di foglie, scelti in base alla loro forma ma anche al loro aspetto, liscio oppure vellutato.

Questi ‘tappeti floreali’ nel weekend vestiranno almeno 300 metri delle stradine del centro storico del paesino, opera somma di artisti veri e propri che grazie alla natura possono esprimere la propria arte. Ma non di sola arte vive l’uomo, e così durante la passeggiata potrete degustare bruschette con il favoloso olio locale e altre specialità del posto, magari prevedendo una puntatina alle chiese rurali di Poggio Moiano e una visita all’edicola campestre di Santa Liberata, una volta meta di pellegrinaggio perché venerata come protettrice dei bambini gravemente ammalati.

Per un’escursione un po’ più ampia potete pensare a una camminata nella natura del Parco dei Monti Lucretili, ma sarete davvero fortunati se riuscirete ad assistere a un’esibizione della banda cittadina intitolata alla memoria di don Antonio Santini e che a Poggio Moiano è attiva dal 1868. Oggi l’istituzione si pone l’obiettivo di promuovere tra i giovani la musica come fonte di aggregazione e linguaggio per lo stare insieme e soprattutto fare qualcosa insieme che, chissà, magari potrebbe in seguito diventare anche una professione. Intanto i musicisti vengono scelti tra gli allievi migliori della scuola di musica locale, fortemente voluta dal sindaco.

Foto | Fiore S. Barbato

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