Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Anna' all'arberi pizzuti"

Romanorum: il romano spiegato ai romani. "Anna' all'arberi pizzuti"

Lezioni di cinismo e ironia applicate al mondo: il romano de Roma potrebbe darne a chiunque, senza temere rivali. Pur rispettoso e scaramantico (anche se in modo diverso dagli abitanti dell'Italia del sud), il romano riserva il suo sguardo disincantato anche a un argomento delicato e spaventoso come la morte.

La guarda da lontano, la aggira con una metafora, la stigmatizza sottolineandone l'ironia del rito, con un'idea di fondo ben chiara in mente: prima o poi tocca a tutti ("meglio dopo che prima" - si affretta ad aggiungere), riflessione che induce quella pigra accettazione che gli permette di prenderne le distanze. E' allora che la 'dipartita' diventa "Anna' all'arberi pizzuti" (andare ai Cipressi, gli alberi notoriamente piantati nei cimiteri), l'ultimo viaggio compiuto con uno occhiata al contesto più che al - triste - evento.

Lo stesso vale per l'espressione "Annàssene all'antri carzoni" (andarsene agli altri pantaloni), spesso presente nei testi di Giggi Zanazzo, che nasce probabilmente dall'usanza tradizionale e popolana di mettere ai defunti il 'vestito bbòno', quindi di fargli indossare altri 'carzoni'. Tutto il cinico disincanto della romanità in una frase, ancora una volta.

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