Studenti israeliani uccisi, a Roma tensioni e proteste. Negozi chiusi in segno di lutto

Altre sei persone sarebbero rimaste ferite lunedi sera durante un corteo spontaneo al Ghetto

L'uccisione dei tre ragazzi ebrei rapiti 19 giorni fa e ritrovati morti vicino Hebron, oltre ad avere -come previsto- pesanti conseguenze in Medio Oriente, sta creando forti tensioni anche a Roma.

La morte di Eyal Yifrah (19 anni) Gilad Shaar (16) e Naftali Fraenkel (16), infatti, ha dato vita a manifestazioni di protesta: in molti negozi a via del Corso, diverse le saracinesche abbassate in segno di lutto con locandine dove capeggiava la scritta "Justice4ourboys" - Giustizia per i nostri ragazzi. L'appello del presidente della Comunià ebraica Riccardo Pacifici e del Rabbino capo Riccardo Di Segni è stato accolto tra gli altri dai negozi Le Group, Saxon’s, Salomè, Leviatan, Class, che ieri pomeriggio hanno chiuso il negozio per un'ora -dalle 16 alle 17- in segno di lutto e in concomitanza con i funerali dei tre ragazzi. La solidarietà si è estesa anche in altri quartieri fino a Marconi, nelle vetrine la locandina con scritto "Questi ragazzi sono stati barbaramente uccisi perché ebrei"

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Ma, come dicevamo, non sono mancati i momenti di tensione: un'ora più tardi a Piazza Venezia un ragazzo pro-Palestina che indossava la kefia e che stava manifestando contro i raid aerei israeliani assieme ad altri giovani, è stato aggredito da un ragazzo ebreo che a sua volta manifestava a pochi metri, in piazza San Marco: secondo la Polizia, subito intervenuta, il giovane sarebbe stato preso a pugni e per questo trasportato in ospedale ma non sarebbe comunque in gravi condizioni. Entrambe le manifestazioni -ha fatto sapere la Questura- non erano autorizzate e gli agenti dopo aver disperso i manifestanti hanno fermato il giovane.

Si indaga, inoltre sul ferimento di altre sei persone, tra cui una donna, che hanno raccontato ai Carabinieri di essere state picchiate lunedi sera al Ghetto, al passaggio di un corteo spontaneo che si muoveva in direzione Circo Massimo dove ha sede l'autorità palestinese. Gli investigatori pensano che si tratti di venditori ambulanti e punkabbestia che -come riporta il Corriere della Sera- si trovavano su ponte Fabricio, sull'Isola Tiberina. Solo due di loro hanno avuto bisogno delle cure mediche del Fatebenefratelli con prognosi di 23 e 30 giorni, in condizioni meno gravi gli altri. Nonostante non sia stata fatta alcuna denuncia i Carabinieri hanno aperto un'indagine d'ufficio per ricostruire la vicenda, identificare gli aggressori e fare chiarezza sul caso.

 

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