Romani in spiaggia? Al risparmio. La vacanza è toccata-e-fuga

spiaggia
Il tipico esemplare di romano in spiaggia, causa crisi economica, sembra aver cambiato le sue altrettanto tipiche abitudini (tornando a quelle del passato). Porta il cibo da casa come facevano negli anni ’50 i “fagottari”, invece di fare spuntini al bar, ad esempio, e rinuncia al lettino noleggiando solo l’ombrellone ed optando per l’asciugamano.

In casi estremi, oltre a preferire spiagge raggiungibili direttamente col treno (il biglietto costa meno della benzina, a conti fatti) si scende in spiaggia due-tre ore prima dell’orario di chiusura (generalmente alle 19), ovvero alle 16-16.30, quando, in genere, anche negli stabilimenti a pagamento, l’ingresso è gratuito. E magari, con i soldi risparmiati, ci si ferma per l’aperitivo.

D’altronde, per moltissimi quest’anno andare al mare sarà in versione toccata e fuga, solo nel week end. A rilevarlo è Assobalneari, che oltre a rilevare un calo del 15-20 per cento di presenze turistiche infrasettimanali, spiega come quest’anno moltissimi romani abbiano scelto vacanze da “fine settimana”, visto che le presenze nel week end sono in aumento rispetto al 2010 (+13-20 per cento).

In particolare, allora, moltissimi titolari di stabilimenti del litorale romano, soprattutto ad Ostia, stiano adattandosi alla tendenza, proponendo pacchetti di offerte low cost, appetibili se possibile anche ai turisti in visita nella Capitale.

I pacchetti offerti puntano sulle formule “fedeltà”(ovvero si paga il 50 per cento se si prenotano dieci ingressi) sull’accesso gratuito ad aree fitness, e su coupon omaggio per visitare rovine etrusche e romane dei dintorni. Voi cosa fate per risparmiare in spiaggia?

Foto | Flickr

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