Il Tar ha deciso: annullata la Giunta Alemanno


Il girl power, sì, proprio quello teorizzato ormai una quindicina d’anni orsono dalle Spice, ha vinto: il Tar del Lazio oggi ha annullato la Giunta di Roma Capitale a causa del mancato rispetto delle quote rosa, rimandandola ‘al mittente’.

Le pink paladines che possono dire di aver raggiunto questo successo, sono i consiglieri comunali del Pd e del Sel, Monica Cirinnà e Gemma Azuni, e i consiglieri di Parità rispettivamente di Provincia e Regione: Francesca Bagni e Alida Castelli.

Tutto ai blocchi di partenza, dunque, e il Campidoglio ha fatto sapere che la nuova Giunta, pariopportunamente corretta, verrà presentata tra lunedì e martedì prossimi, tranne per la succulenta anticipazione della lady ex giallorossa Rosella Sensi, che dall’amministrazione della (as) Roma passa a quella di Roma (Capitale) con una delega ai Grandi eventi e un occhio di riguardo alla speranza delle Olimpiadi 2020.

Per chi ama i tecnicismi, specifichiamo che il Tribunale amministrativo regionale ha respinto entrambe le ordinanze (e tutti gli atti successivi e consequenziali) per le quali era passata la già rimpastata Giunta: quella di gennaio e la conferma del 2 marzo.

Le motivazioni il Tar le depositerà solo tra 45 giorni, e allora i giudici dovranno pronunciarsi: potrebbero indicare una percentuale rosa da rispettare, oppure dare soltanto una generica indicazione sul rispetto del principio di pari opportunità. Comunque gli assessori non si toccano: 12 sono e 12 restano.

A onor del vero, all’articolo 5 dello Statuto capitolino, quello che salvaguarda il principio in questione, si legge che nella nomina dei componenti della Giunta, il sindaco deve assicurare “un’equilibrata presenza di uomini e donne, motivando le scelte”, ma non si fissa una percentuale predeterminata. Certo che uno (l’assessore alle Politiche sociali, Sveva Belviso ndr) non è percentuale di nulla.

Ma come ha reagito quello che d’ora in poi anziché primo cittadino sarà additato da tutti come primo misogino, maschilista per antonomasia, Sua virilità Gianni Alemanno? Il sindaco ha affermato di prendere atto della sentenza, pur ritenendola non giusta e ha dichiarato che non si opporrà: “Questo è un Comune che rispetta le quote rosa – si è difeso – il 35% dei ruoli dirigenziali è coperto da donne; dei ruoli organizzativi addirittura il 62,39. Questa è una Giunta giusta, forse non ottimale, ma non così sbagliata da essere ritenuta illegittima”.

Foto | Flickr

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