La settimana dei Municipi: Strategie di autotutela, per muri, giardini e scuole

Strategie di autotutela: ovvero iniziative dal “basso” di comitati di cittadini che hanno capito che la strada giusta per reagire all'inerzia colpevole della politica, è realisticamente quella di non “stare a guardare”. Ecco alcuni esempi.

C'è chi porta nelle strade di Roma petizioni per riaprire centri antiviolenza, chi si rimbocca le maniche per pulire la Villa sotto casa. Tante le strategie messe in atto, quando la politica “taglia i fondi” per tutelare i beni che ci stanno a cuore.

Non spetterebbe a noi ma alla politica farlo, è chiaro, con le tasse che paghiamo. Eppure a volte l'unica soluzione è quella di “rimboccarsi le maniche” per proteggere quello che reputiamo essenziale. Ecco cosa è successo in queste settimane, in questo senso, nei nostri Municipi.

Da metà settimana, ad esempio si sono attivate tante cittadine e volti noti, fra cui quello di alcune attrici, per portare a conoscenza dell'opinione pubblica la chiusura del centro antiviolenza di Tor Bella Monaca.

La manifestazione, dal titolo L'Iniziativa, ideata dalla Presidente del CESPP Stefania Catallo riguarda non solo il quartiere, scelta molto intelligente, ma l'intera città. Si è scelto di partire ad esempio proprio dal centro storico, in particolare da Campo de' Fiori.

Lo scopo è in finale quello di raccogliere firme per la petizione per la riapertura del centro, di cui ci facciamo volentieri portavoce, e che ha raccolto on line oltre 50mila adesioni.

matite-colorate-ok1Diamo notizia invece anche, in questo mese di giugno, della nascita di un Comitato di cittadini, nel Municipio VII, che si sono uniti per rimboccarsi le maniche dopo essere venuti a conoscenza che per la loro amata Villa Lazzaroni “il contratto con la ditta di giardinieri non era stato rinnovato per mancanza di fondi” come ha spiegato ad Abitare a Roma Fabio Carnicchia, consigliere del Comitato, che conta centinaia di adesioni.

Obiettivo: la pulizia quasi quotidiana della Villa per cercare di strapparla al degrado di sporcizia, accumulo di rifiuti e al suo destino di ritrovo per malintenzionati.

Sembra si sia fermato invece il sogno della realizzazione del Centro Polifunzionale Musicale presso la scuola media statale “Salvo D’Acquisto”, nel Municipio V, opera che sarebbe un vero baricentro culturale soprattutto per i giovani del quartiere. Opera per la quale, fra l'altro, erano già stati stanziati 145mila euro già nel 2005 (!) dall'allora Giunta regionale Marrazzo, come ha raccontato Leonardo Galli, ex assessore alla Scuola  del Municipio. Vi aggiorneremo.

Ma anche i Municipi spesso “si danno da fare”, spesso con iniziative a costi ridotti, creative, ma non meno efficaci in effetti. Ad esempio, il recupero del degrado nelle periferie romane passa anche, non è una novità, dall'impegno dei writers, che su spazi concessi dal quartiere prestano la loro firma e la loro opera (e qui va un plauso al Municipio di riferimento).

E' accaduto a inizio mese, grazie a un accordo fra Municipio VIII di Roma Capitale e l’Associazione culturale 999 Contemporary, per la superficie stabile Ater situato in via di Tor Marancia, grazie alla grafica dell'artista argentino Jaz.

Molto carina infine lo scorso week end nel Municipio III, anche l'idea di portare in scena quattro concerti “da gradino”, ovvero musica eseguita sulle tipiche scalette di Città Giardino a Monte Sacro, sui gradini di via Tofana e via Col della Porretta, vere e proprie platee a cielo aperto.

Sempre nel Municipio III fra l'altro segnaliamo la mensa a km 0 per Istituto Comprensivo Uruguay, con prodotti appunto di prossimità, raccolti entro le 24 ore.

“Per la prima volta in Italia in una città metropolitana – ha spiegato l’assessore Paolo Masini – si fa un esperimento di questo tipo, tutto orientato allo sviluppo delle periferie. Coinvolgendo le scuole e le aziende del territorio si crea sviluppo e comunità. E’ un grande risultato, i bambini potranno seguire la crescita dei prodotti che poi mangeranno. E c’è anche un enorme valore ambientale: meno plastica e meno trasporti”.

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