Sottopasso Ara Pacis, animazione in 3D, polemiche in stereo, ma a voi piace?

Non c'è niente da fare. Quella zona sarà sempre un campo minato di litigi, la val di Susa romana, in pieno stile italico. La Teca della Discordia ora affronta un nuovo capitolo della sua saga infinita. Si tratta del sottopasso che andrebbe ad inghiottire al suo fianco, il groviglio di traffico del Lungotevere, che pochi metri più avanti in quel tratto, presenta uno dei bivi più stupidi e pericolosi della circolazione romana.

Voi che ne pensate? Ve lo chiediamo nel sondaggio a fine post. Fatevi un giro virtuale intanto (anche se il traffico dei grafici, è sempre quello di ferragosto in città). Per quanto mi riguarda, pur comprendendo le posizioni di Italia Nostra e di altre associazioni, soprattutto per il danno che comporterebbe alle storiche alberature di platani, io sono favorevole (il che dimostra che chi ama gli alberi non è sempre un fanatico con una visione unilaterale).

Il problema della circolazione sulle sponde del fiume romano rimane una costante del traffico cittadino. Non potendo risolvere con stratagemmi parigini (le piene del Tevere sono difficili da gestire) a meno che non si proceda ad un sofisticato sistema di chiuse, dobbiamo rimanere al di qua, e possibilmente "sotto", per ovvi motivi di scorrimento.

A coloro che insistono nel trovare peggiore un muro di mattoni ad un muro di lamiere strombazzanti non so cosa dire. Se il problema resta questo drammatico muretto meieriano (come se il vero scempio non fosse la Teca tutta), cerchiamo di farlo togliere, ma un minimo di protezione deve rimanere.

Forse l'ansia per il sottopasso ed il parcheggio interrato a Passeggiata di Ripetta che favorirebbero maggiore l’afflusso delle macchine al centro e più condivisibile, ma onestamente non mi pare che oggi la zona viva una pace di tranquillità in superficie. Avete mai visto dove parcheggiano su quella Passeggiata? Date un occhiata al BdF!

I parcheggi interrati (quando non sventrano terrazze settecentesche) restano un bene necessario come l'acqua per questa città che soffoca. Cerchiamo di convenire. Per ciò che concerne le prospettive di quel che una volta era il Porto di Ripetta, che vogliamo farci? Ormai è fatta. Penso solo alla fontana, nascosta da molti più anni delle chiacchiere attuali, e nessuno se ne pente più. Il tempo guarisce ogni ferita.

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