Gita fuori porta: a Pescia Romana per la Sagra del melone


Con la colonnina di mercurio ostinatamente impennata verso l’alto, per questo fine settimana ho scelto un appuntamento il più fresco ed estivo possibile: la Sagra del melone a Pescia Romana, una piccola frazione di Montalto di Castro, ultima lingua della Maremma laziale al confine con la Toscana.

Questa zona, poco più a sud della Costa d’Argento, non ha bisogno di presentazioni: ci vanno al mare i romani ‘che contano’ e non è insolito incontrare, mentre si passeggia per questi paesini, vip, rappresentanti della politica ed esponenti del bel mondo.

Ma noi non ci andiamo per questo: ci andiamo per un tuffo dove l’acqua è davvero pulita, e poi per quest’appuntamento con il frutto più gustoso, colorato, rinfrescante e idratante che l’estate ci regala, utile per l’abbronzatura, e, secondo alcune recenti ricerche, anche contro lo stress.

Musica, cabaret e tango completano l’offerta di contorno al melone, ovviamente proposto in tutte le “salse”: marmellata, gelato o mousse, ottimi ‘digestivi’ dopo una puntatina nella cucina maremmana, tra stinco di maiale, cinghiale con polenta, penne alla buttera e gnocchi al ragù. Chi lo ha detto che durante l’estate si deve osservare una dieta serrata? Lo strappo alla regola è di dovere a Pescia Romana, almeno questo weekend.

E per chi non può fare a meno della cultura, oppure non ama rosolarsi sulla spiaggia, il menu della giornata è altrettanto ricco: può visitare il Borgo Nuovo ed il Borgo Vecchio che compongono la frazione di Pescia, oltre alla miriade di case coloniche sparse nella campagna circostante. Dei due borghi, quello più antico, si sviluppò presumibilmente dopo l’anno 1700, intorno a una piccola chiesa edificata dai Gesuiti e intitolata al loro fondatore, Sant'Ignazio di Loyola.

Se avete voglia di spostarvi un po’ segnaliamo l’originale il Giardino dei Tarocchi, opera dell’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle, che si ispirò sia al Parque Guell di Gaudì, sia ai Giardini di Bomarzo. Si tratta di un parco con alte sculture mutiformi, multicolori e multimateriali, che prendono spunto dalle carte dei tarocchi.

Ultimo consiglio per chi non rinuncia alla natura: a poca distanza c’è l’Oasi del Wwf di Burano, vicino Capalbio, ma appena separata, da alcune dune di sabbia, dal mare della Laguna di Orbetello. Se sarete baciati dalla fortuna potrete ammirare cormorani, aironi e addirittura gli splendidi fenicotteri rosa.

Foto | Ufficio stampa

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