Privatizzazione di Villa Ada e delle ville storiche di Roma: cosa succede?

Privatizzazione di Villa Ada e delle ville storiche di Roma: cosa succede?

Le ville storiche di Roma rimarranno pubbliche, nessuna vendita in vista. A poter essere affidati in concessione saranno alcuni casali e strutture all'interno di Villa Ada, Villa Borghese, Villa Pamphili e altre ville storiche della Capitale perchè non siano più abbandonate a se stessi ma a disposizione dei cittadini.

Questo è quanto risponde l'assessore comunale all'Ambiente Fabio De Lillo a Legambiente e WWF che hanno denunciato invece la possibile futura privatizzazione delle ville romane. Questione spinosa, perché se da una parte il degrado di alcune strutture all'interno dei parchi è innegabile e bisognoso di un risanamento (nel caso di Villa Ada verrebbero recuperati il tempio di Flora, i tre edifici delle ex Scuderie, le Serre Reali, il Casale delle Cavalle Madri e la cosiddetta 'dependance', già probabile abuso edilizio), dall'altro i due fronti ambientalisti lamentano una possibile privatizzazione, legata alle pretese avanzate da chi vincerà i bandi.

Legambiente Lazio lamenta innanzi tutto la decisione presa senza alcuna consultazione con le associazioni che partecipano al tavolo su Villa Ada promosso dallo stesso Campidoglio. Poi l'idea di una Casa della Moda che troverebbe spazio nelle ex Scuderie Reali che prevede la "collocazione di uffici, sfilate, grandi eventi e mostre internazionali. Solo chi non conosce questa delicata villa storica può avanzare ipotesi del genere, che avrebbero un impatto ambientale insostenibile: basti pensare solo all'inquinante traffico di auto che innescherebbero", dicono sempre da Legambiente.

Accuse respinte dal Comune. "Il promemoria è una semplice lista degli immobili del X Dipartimento, un elenco redatto dopo una lunga ricognizione sul patrimonio. Nulla di più. Non c'è proprio alcun motivo per fare polemiche [...] Sarà il Consiglio comunale a decidere quali di questi immobili potranno essere utilizzati e con quale finalità". Polemiche sterili o effettivi pericoli per le splendide aree verdi capitoline? Speriamo di non scoprirlo troppo tardi.

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