Un caffè a Roma e la dolcevita sa di malavita


Sapete che io non so mica più dove prenderne uno. Di caffè dico... Al centro ormai è meglio farselo a casa. E' di ieri la notizia che l'Antico Caffè Chigi, proprio davanti all'omonimo Palazzo, sede del Governo, era usato dalla cosca dei Gallico, famiglia della 'ndrangheta, per riciclare da anni i guadagni illeciti a Roma.

Ora è a sotto sequestro. Non capiterà più di imbattersi con qualche simpaticissimo esponente della casta. Che a questo punto ci chiediamo se non si senta in imbarazzo. Proprio chi dovrebbe combattere la malavita, l'arricchisce..?

Come fu per il Cafè de Paris (della cosca degli Alvaro), più un locale è famoso è più si rischia l'infamità frequentandolo. A Roma i Gallico avevano costruito un piccolo impero finanziario. Oltre ai beni immobili e al Caffé Chigi, la Dia di Roma, guidata dal colonello Paolo La Forgia, ha sequestrato anche 18 società, tra cui un salone di bellezza e diversi centri di intermediazione finanziaria.

E dire che certe notizie vengono accolte con molta tranquillità, senza sorpresa. Quasi fosse già evidente per tutti. Le chiacchiere sui bar si sollevano a voce alta solo per questioni molto meno gravi che creano le tipiche attuali polemiche da bar. Dal Camerino cinese al Fico Gate. Bah...

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