Pantheon sotto assedio. Ogni maledetto giorno

Come promesso ieri, ecco la cronaca dettagliata di un tranquillo pomeriggio a piazza della Rotonda. Il piccolo salotto che ospita il Pantheon. Uno dei tesori più grandi e preziosi di Roma.

Sbucando da via della Rosetta, praticamente nel punto più kantiano per immortalare lo scorcio perfetto, vi troverete subito costretti ad affrontare una gincana (o gimkana) piuttosto tecnica, con violente pieghe, in un traffico molto aggressivo. La strettoia a doppio angolo è dovuta ai tavolini dei ristoranti che fanno a gara a rubare metri su ogni asse, lasciando libere le solite forchette caudine ferocemente spigolose.

Superato il valico alimentare, dove si attufano i pedoni anche grazie ai colonnotti elettronici della Casta, attenti a non inciampare, prima fra i corpi disumani del turistame seduto per terra, quindi sulle borse e fra i banchetti dei vu' cumprà in fila indiana che fanno da barriera alla bella fontana, già irraggiungibile per i soliti turisti padroni dei gradini.


Fare un giro diverso non è possibile. Ancora tavolini e bar ladri e di marciapiedi (provate a scontrarvi con un cortesissimo cameriere a guardia del passaggio), e nel migliore dei casi, giro di valzer col musicante di turno.


Ma se siete riusciti a filtrare anche al terzo livello per godere della gloriosa facciata del tempio romano, ecco il vero, ultimo proprietari del copyright del Pantheon. Il venditore ambulante che parcheggia il suo bel furgone davanti, in piena zona pedonale per caricare e scaricare il suo orrendo banchetto grondante di zozzerie e paccottiglia per camion di turisti deportati.


Va bè, direte voi, purtroppo fa parte dei problemi nel gestire una città d'arte, così ricca. Magari non abbiamo abbastanza vigili a controllare tutte le zone. Certo, infatti dove sono i pizzardoni? Eccole lì, all'ombra. A giocare con il cellulare...

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