Gita fuori porta: a Piglio per degustare il Cesanese

Un brindisi e una passeggiata al fresco, questo weekend, tra le province di Roma e Frosinone

fuoriportapiglio

Tra Olibanum e Anagnia, sul crostone del Monte Scalambra (catena degli Ernici), in territorio che il regime fascista volle fosse assegnato alla provincia di Frosinone, sorge il paese di Piglio, meta della nostra gita fuori porta di questa settimana. È ancora una volta la gola a spingerci quaggiù, perché il paesino sarebbe pressoché sconosciuto se non fosse terra natale di uno dei pochi vini rossi doc del Lazio: il Cesanese del Piglio, appunto.

In realtà, obbietteranno gli esperti, il Cesanese migliore è quello di Affile, ma noi ci siamo informati prima di partire e possiamo assicurarvi che in tutte le cantine sociali del posto troverete un vino prodotto con l’uvaggio pregiato di Affile, ma lavorato a Piglio, il quale, perciò, può pretendere di dargli il nome.

Non a caso, infatti, Piglio fa parte delle 550 piccole realtà che dal 1987 hanno dato vita all’Associazione nazionale Città del Vino, che raccoglie tutti quei Comuni e località a forte vocazione vinicola, impegnati nella salvaguardia delle produzioni locali. E Piglio non fa eccezione. Se oltre a bere bene volete anche mangiare bene, sappiate che anche qui troverete un posticino Slow Food: l’Osteria del vicolo fatato (prenotazione obbligatoria) che vi farà sognare con il suo completissimo antipasto tra salumi e formaggi locali, preparazioni di verdure calde e fredde, i suoi primi e i suoi secondi d’autore. Da non perdere le sagne impastate con prezzemolo e basilico e la spalla di vitello con ginepro.

Come sempre ci siamo lasciati prendere dai peccati di gola, ma naturalmente a Piglio avrete molte altre cose da fare, d’altronde siamo in una cittadina risalente all’epoca che precede i romani, dai quali fu poi conquistata, tanto è vero che nei dintorni si possono ammirare i resti di diverse ville: la villa di Mecenate in località Le Fattora, la villa di Sant'Eligio in località Fontana di Grano.

Pregevole, nell’abitato, anche il convento di San Lorenzo, che pare sia stato fondato da San Francesco in persona mentre era in viaggio verso Subiaco: San Lorenzo, infatti, è il patrono del paese che ogni 10 agosto lo festeggia con una processione sacra e una profanissima degustazione di vini nella speciale location del castello Colonna, una manifestazione nota con il nome di Calici di stelle.

Interessante anche il Santuario della Madonna delle Rose, del XVII secolo, che custodisce una miracolosa icona bizantina raffigurante la Vergine. Questa immagine, la cui venerazione è molto sentita da queste parti, viene festeggiata il giorno successivo la Pentecoste e il 31 ottobre, in ricordo della fine dell’epidemia di peste del 1656.

Infine, se Piglio non vi basta tutto un weekend, potete optare per una puntatina a Fiuggi Terme, dove troverete molti bellissimi centri benessere per trascorrere qualche ora in completo relax, oppure per una passeggiata in atmosfere alpine nella “Svizzera d’Italia”, gli Altipiani d’Arcinazzo, con i suoi abeti secolari e il suo interessante itinerario spirituale sulle orme di San Giovanni Paolo II. E lui, di montagne, se ne intendeva.

Foto | marco.ciaffone

  • shares
  • Mail