Mobilitazione Sitcom contro il licenziamento

I lavoratori di SITCOM srl prossimi al licenziamento proclamano una giornata di mobilitazione contro il licenziamento dell’80% dell’organico aziendale

Oggi i lavoratori e le lavoratrici di Sitcom srl formano un presidio davanti alla sede dell'azienda, in Via Tiburtina 924, per manifestare contro l’annuncio della stessa di licenziare quasi tutto il personale. Un sit-in davanti a Sitcom. Ma c'è poco da ridere. Questa #nonèunaSitcom.

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Sitcom srl (oggi anche Gruppo LT) è una società che opera dal 1997 nel settore della produzione televisiva privata, dando vita a canali tematici indipendenti che, negli anni, sono stati distribuiti dalle piattaforme Tele+, quindi Sky e infine, dal 1° gennaio 2014, sono visibili sul Digitale Terrestre ai canali 221-224.

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Stiamo parlando di Alice, canale famoso e modello nel segmento cucina italiana e gastronomia; Marcopolo, il primo canale italiano dedicato ai viaggi e al turismo, che dal 1997 è impegnato a promuovere il territorio e la cultura italiana in tutte le sue declinazioni; Leonardo, che da anni racconta il design italiano, dapprima nella moda e ora nell'architettura di interni; Nuvolari, il canale cult per gli appassionati di motori.

Oggi questi 4 canali, proprietà esclusiva dell'editore Valter La Tona, rischiano di scomparire mandando a casa tutti i dipendenti che lavorano per tenerli in vita.

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La società Sitcom srl, che produce fin dal primo giorno di trasmissione i 4 canali, che negli anni sono diventati marchi di proprietà del Gruppo LT (sempre proprietà del medesimo Valter La Tona) ha annunciato infatti, il 14 aprile u.s., 74 esuberi (su un personale di 94).

Le motivazioni sono quelle che tutti conosciamo. La generale crisi del settore e il mancato rinnovo dei contratti con Sky, con il conseguente venir meno dell'entrata fissa relativa. I 45 giorni di trattativa obbligatoria tra azienda e sindacato si sono conclusi con un mancato accordo: l'azienda non ha voluto considerare nessuna misura alternativa al licenziamento, pur dichiarando di non voler cessare la propria attività, bensì di voler continuare a produrre per i 4 canali in questione.

L'obiettivo dell'azienda, dichiarato al tavolo, è quello di cambiare modello produttivo, facendo d'ora in poi solo contratti sulle singole produzioni, anche ai medesimi ex dipendenti in via di licenziamento. A SLC CGIL questa pare solo un'operazione suicida, che porterà a una discontinuità occupazionale per i lavoratori e a un grave danno per la qualità e l'identità stessa dei 4 canali in questione.

Ecco perché l'azione di protesta. Nella quale rivendicano:

Le lavoratrici e i lavoratori che con la loro professionalità hanno costruito negli anni programmi di grande successo come Casa Alice, Accademia Montersino, Romanzo Popolare, Atlante, Case&Segreti e così via andranno a casa, per lasciare spazio a un nuovo modo di fare televisione: un modello basato sulla precarietà e sulla mancanza di continuità.
Una grande sconfitta per la televisione italiana indipendente, a cui i lavoratori e la CGIL intende opporsi anche attraverso questa giornata di mobilitazione, a cui saranno presenti anche rappresentanti delle istituzioni: Deputati della Repubblica, consiglieri comunali di Roma Capitale, il Vicepresidente del Municipio Roma IV e tante altre personalità che hanno dimostrato interesse per questa complicata vertenza.

In una nota, Marco Miccoli, deputato Pd che sarà presente al presidio, aggiunge:

"Dopo il mancato accordo, durante la trattativa obbligatoria aperta in sede aziendale i lavoratori vedono concretizzarsi lo spettro della disoccupazione, dopo aver già subito, per due anni e mezzo, una gravosa cassa integrazione straordinaria in deroga a rotazione. Ora dovrebbero essere proprio loro, a seguito della generale crisi del settore e a detta dell’azienda per il mancato rinnovo dei contratti Sky, a pagare con il licenziamento il prezzo più alto. Sarebbe intollerabile che una azienda, che sembrerebbe capace di mantenere le commesse, quindi alti introiti, si avvalesse della facoltà di fare assunzioni tramite forme contrattuali atipiche 'ad libitum', magari degli stessi lavoratori licenziati mettendone a repentaglio i diritti. Per questo, insieme alla collega Ileana Piazzoni di Sel, ho depositato una interrogazione parlamentare e sarò presente al presidio al fianco dei lavoratori".


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