Roma arDente: Le Tre Zucche al Portuense

Delizioso ma un po’ monotono il menu di questo ristorante di cui ormai parlano tutti in città

letrezucche

Le zucche dell’insegna sono tre come le volte in cui sono stata in questo ormai rinomato ristorante che grazie alla sua buona cucina, sgomitando fra gli storici, si è creato un suo nome in tutta la città, uscendo di fatto dalla categoria triste dei ‘ristoranti di quartiere’.

L’ambiente è chiaro, non grande, e vi dominano il bianco caldo delle pareti e il tondo degli archi, ma c’è anche qualche macchia violenta di colore costituita dai quadri. Con la bella stagione troverete anche un piccolo spazio fuori sull’ampio marciapiede, che è comunque apparecchiato negli altri momenti dell’anno solo per l’effetto scenografico di tre zucche appoggiate su altrettanti tavoli.

Il servizio è molto cordiale e sollecito, paziente nello spiegare con dovizia di particolari quanto starete per assaggiare, e dal momento che vi sarà venuta l’acquolina in bocca, meglio inzupparla nel pane fatto in casa il cui cestino è offerto alla ‘modica’ cifra di 2 euro: ci sono grissini artigianali stirati, un panino alle noci e uno ai fiori di zucca oltre a quello normale.

E finalmente si cena: prendiamo per antipasto i fagottini con radicchio, pecorino e riduzione di balsamico, che sono davvero buoni anche se poco equilibrati in favore del radicchio; mentre la vellutata di gamberi e limone con uova di salmone è deliziosa e pressoché perfetta, almeno secondo il nostro gusto. Come primo, fettuccine alla ricotta con granella di nocciola e tartufo, sono ottime, come pure gli gnocchi di patate viola con castagne e calamaretti.

Tutte le porzioni appaiono un po’ scarse (o forse sono i piatti troppo grandi?!), eppure riusciamo a infilarci un solo secondo: il rombo ripieno di mortadella (quasi un saltimbocca di pesce) con carciofi e patate novelle. Il gusto è sorprendentemente appetitoso, tanto che vorrei cimentarmi a rifarlo: le ricette curiose di pesce non bastano mai!

Chiudiamo la cena con un tortino al cioccolato con crema di arancia amara (deludente: è il classico tortino al cuore morbido che io normalmente rifuggo come la peste, ma non l’avevo capito, mannaggia!) ma l’altra scelta è interessante: in pratica sono due assaggini, una creme brulée al tabacco (tra le migliori che abbia mai assaggiato) e una crema di Calvados in tazzina di cioccolato, troppo liquorosa per i miei gusti, ma piacevole.

Probabilmente avrete trovato le proposte in menu molto elaborate e originali e avete ragione, ma una pecca c’è e devo proprio riferirla: vi raccontavo che in questo ristorante ci sono stata 3 volte, anche a distanza di tempo, e purtroppo non ho trovato sostanziali variazioni al menu, quindi in pratica avrei assaggiato tutto, che ci tornerei a fare? A buon intenditor…
Il conto, non lo nascondiamo, è un po’alto: con l’acqua e una bottiglia di bianco siciliano Donnafugata arriva a 121 euro: dico io, ma almeno arrotondare? Poi dicono che uno non gli lascia la mancia…

Ristorante Le Tre Zucche
Via G. Mengarini, 43-45
00149 – Roma
Tel. 065560758
Chiuso la domenica
www.letrezucche.it

Foto | letrezucche.it

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