Maltempo Roma: pioggia intensa, GRA e strade allagate, naufraghi in auto, panico per 15 bambini e nuova allerta meteo!

Facendo la conta degli ultimi danni del maltempo, ci prepariamo al nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse e di criticità idrogeologica.

Un nuovo acquazzone di mezz'oretta nel pomeriggio è bastato a rendere la capitale già allagata dal nubifragio dei giorni scorsi, il set di un film da Apocalisse, dal l'odissea di naufraghi nelle auto in panne, al panico per i 15 bimbi di una Ludoteca, passando per il GRA trasformato nella via dei laghi bis.

Come sabato scorso la pioggia è tornata a costellate di laghetti artificiale il Grande Raccordo Anulare che cinge Roma, soprattutto nel tratto in prossimità dell'uscita Gregna Sant'Andrea, con gli automobilisti in coda lungo il restringimento della carreggiata esterna tra l’uscita della galleria Appia e lo svincolo per Ciampino, ma si rallenta anche per circa 7 chilometri dallo svincolo della Pontina.

Non sono mancati neanche i naufraghi intrappolati nelle auto in panne nel sottopasso che da via di Tor Bella Monaca e via Siculiana che conducono su via Casilina, 'raccolti' da vigili del fuoco e Protezione Civile.

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L'intervento dei vigili del fuoco ha tratto in salvo anche i 15 bambini rimasti spaventati (ma per fortuna illesi) e intrappolati nei nei locali dell'Associazione Orfeo, al primo piano del civico 39 di via di Torrenova a Torre Angela.

Grossi alberi in caduta lungo le strade di Montesacro hanno anche danneggiato la reta aerea di alcune linee di trasporto pubblico, mentre i tombini intasati non hanno impiegato molto tempo a inondare viale Regina Margherita, ma anche Ponte Lucano, la provincia nord est di Roma con Villa Adriana e i Comuni di Tivoli e Guidonia Montecelio.

Questo in sintesi l'esisto disastroso dell'ultimo passaggio di pioggia del maltempo appena sedato, e se l'ironia è necessaria a sopportare anche le cose più incresciose ed assurde, il nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse e di criticità idrogeologica, emesso dal Centro Funzionale Regionale, non fa ridere per niente.

«Il Centro Funzionale Regionale rende noto che il Dipartimento di Protezione Civile ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse (ad estensione dell'avviso del 15 giugno 2014), con indicazione che dal pomeriggio di oggi e per le successive 24-36 ore si prevedono sul Lazio 'il persistere di precipitazioni diffuse, a prevalente carattere di rovescio o temporale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, locali grandinate, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento'.

Il Centro Funzionale Regionale ha emesso altresì un avviso di criticità idrogeologica nelle zone di allerta del Lazio: codice giallo sulle zone Bacini Costieri Nord, Bacino Medio Tevere, Appennino Rieti, Roma, Aniene, Bacini Costieri Sud, Bacino del Liri. La Sala Operativa Permanente della Regione Lazio ha emesso l'Allertamento del Sistema di Protezione Civile Regionale e invitato tutte le strutture ad adottare tutti gli adempimenti di competenza. Si ricorda che per ogni emergenza è possibile fare riferimento alla Sala Operativa Regionale al numero 803.555»

Intanto, il geologo sfata il mito delle bombe d'acqua, parlando di pioggia intensa e il problema di dissesto idrogeologico che si estende a tutta la penisola.

«Altro che bombe d'acqua, questa è pioggia intensa. Il dissesto idrogeologico è la vera priorità per l'Italia. Intervenire sulle città è divenuto quanto mai urgente, non solo per ovviare alla progressiva diminuzione della loro capacità competitiva, ma anche alla vulnerabilità che queste evidenziano di fronte ai cambiamenti climatici». Lo ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, intervenuto su quanto è accaduto in queste ore in Italia. «L'eccessivo consumo di suolo naturale e la conseguente progressiva impermeabilizzazione dei suoli urbani -ha proseguito Graziano- sta esponendo a rischi sempre più gravi le aree urbanizzate nel frequente susseguirsi di eventi meteorologici severi e talora estremi. Si tratta di criticità legate a scelte urbanistiche sbagliate, con riferimento soprattutto a quelle che interferiscono con il sistema idrogeologico superficiale, che evidenziano in tutta la sua gravità come il tema del territorio sia ancora considerato settoriale, se non persino marginale, rispetto alla pianificazione ordinaria. Risulta sin troppo evidente che non sono più validi i paradigmi che stavano alla base dell'espansione e della trasformazione urbana, motivo per il quale si devono allora radicalmente modificare le politiche per le città, secondo un approccio che non deve più mantenere distinte le scelte urbanistiche da quelle ambientali». «Per attuare una strategia di questo tipo -ha concluso Graziano- occorre innanzitutto rinaturalizzare i sistemi idrografici, che nella maggior parte delle città italiane sono fortemente antropizzati, aumentare la copertura vegetale degli spazi aperti urbani e semi-naturali presenti all'interno dei tessuti urbani e soprattutto contenere drasticamente il nuovo consumo di suolo. Bisogna riferirsi a un diverso modello di sviluppo e ad una diversa crescita rispetto al passato. C'è poi da rivedere il sistema delle reti dei servizi collocati nel sottosuolo. Si tratta insomma di rimettere in discussione ogni parte della città, valutando in termini di bilancio ambientale le risorse disponibili e quelle necessarie per una crescita che sia però sostenibile».

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