Aperitivo a Roma. Dove lo preferite?

aperitivo a Roma

Seguendo il consiglio dei nostri amici milanesi (per la cronaca: Castelli, nonostante il cognome da laziale, è di Lecco, triste paesino che conosco fin troppo bene) oggi affrontiamo un minisondaggio sull'aperitivo romano, non prima di aver precisato alcune fondamentali differenze.

A Roma l'aperitivo non si è mai capito bene cosa sia. I romani sono capaci di presentarsi all'appuntamento anche intorno alle nove. Di certo dopo il telegiornale. La qual cosa provoca quasi sempre una fame violenta che non viene certo saziata dalle porcherie tipiche degli aperitivi (quando ci sono, a volte nemmeno quelle).

Spesso si finisce per mangiare seduti (altra cosa fondamentale per il romano) lì accanto, e magari tornare dopo. Motivo per cui a Roma, più che l'aperitivo esiste una zona, dove attacchi a bere, mangiare, spostandoti di pochi metri facendo una gran caciara. Un po' come nel resto del Sud Italia, in Spagna e in genere intorno al Mediterraneo.

Detto questo proprio come suggerito dall'attento lettore meneghino, non vi chiediamo l'aperitivo migliore, che scatenerebbe le solite questue partitiche, ma quello che preferite. Che vi piace, in questo momento, di più.

Io butto sul tavolo i soliti posti, che raggiungo facilmente in bicicletta, ma che ammetto, non mi vedono molto protagonista. Proprio perché all'aperitivo, a Roma, io preferisco di gran lunga la cena. O la bevuta digestiva.

Sicuramente mi capita di passare al Salotto Locarno, in via della Penna. Devo dire che il posto pur se sempre un po' troppo affollato ha delle peculiarità uniche per un ape alla romana. Ci si siede. E ti portano da mangiare. Non le solite schifezze. Certo si aspetta tanto, ma se eviti le giornate e gli orari clou te la cavi. Non consigliato però a chi vuole un posto moderno.

Purtroppo il suo padre (non solo) putativo, il Salotto 42, è ormai solo un bel ricordo. Come già facevamo notare, oggi è meglio per colazione che in serata. Naturalmente c'è da mettere una bella pietra definitiva su Campo de' Fiori o su ogni eventuale limitrofa tentazione, sebbene non si possa non citare l'altro triangolo, più elegante e raccolto ma ugualmente da tempo devastato come caffè della Pace, bar del Fico (con tutte le polemiche del caso) e ora, ahimè, anche il Chiostro del Bramante.

Trastevere non è da meno. Se vuoi farti del male puoi provare a pascolare nel branco. Piazza Trilussa o Freni e Frizioni nella bella stagione possono farti prendere in seria considerazione l'idea di diventare terrorista. Molto meglio allora risalire verso il colle vicino e fermarti al baretto del Gianicolo, non certo l'obbrobrio pseduo trendy che si è piazzato in cima.

Rilancio i roof garden, quasi tutti, perché hanno il pregio della tranquillità, che però per molti è invece il difetto dell'isolamento. In inverno tendo invece a ripararmi a Monti, fra Panisperna e Serpenti. Ad ogni modo 06blog ha diversi consigli in proposito, per fortuna ben diversi dai miei. E ovviamente aspettiamo i vostri.

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