Da ottobre a Roma ecco le "Vie della Seta": undici mostre per chi ama l'Asia


Chi ama l'oriente, la Cina e l'India in particolare, dall'autunno del 2011 fino al tardo inverno del 2012 deve restare a Roma. In occasione della prossima edizione della Biennale internazionale di cultura che si svolgerà nella Capitale, infatti, sarà presentato un ciclo di 11 mostre sulla cultura e l'arte dei Paesi dell'estremo e del medio oriente, dalla Cina all'India, dalla Corea all'Indonesia, fino alla Turchia, all'Armenia ed alla Georgia.

La manifestazione, che si aprirà ad ottobre, si chiama le "Vie della seta" ed è stata presentata questo pomeriggio al ministero degli Esteri. Le mostre si apriranno tutte a Roma e si divideranno in due tronconi: quella di carattere storico culturale e quelle dedicate all'arte contemporanea asiatica. Del primo gruppo fa parte le "Strade degli Dei", prevista nelle aule restaurate delle terme di Diocleziano. Si tratta di un evento straordinario perché, in anteprima mondiale, sarà esposta la cosiddetta mappa mongola. Per la prima volta questo rotolo di seta di 32 metri che rappresenta la carta dell'Asia dalla Cina fino alla Mecca nell'epoca Ming, trovato in un tempio buddista giapponese ed acquistato nel 2000 dalla Cina, uscirà dai confini della Repubblica popolare.

Queste le altre mostre in programma, inutile dirvi che, una alla volta, 06blog ve le recensirà tutte! "Il vello d'Oro: gli antichi tesori di Georgia", "Dvin: una Capitale tra Europa ed Asia", "Il Fascino di Beijing", "L'ultima carovana" e "Luci cinesi". Sull'arte contemporanea asiatica: "La grande astrazione celeste", "Oltre l'oriente-arte contemporanea indonesiana", "Unforbidden City", "The big Game" e "Il suono della Luce". Saranno coinvolti quasi tutti i musei civici di Roma come Palazzo Braschi, i mercati di Traiano ed il museo di Roma in Trastevere. Seguono alcune immagini delle mostre d'arte e la spiegazione di tutte le esposizini previste. Qui altre info.

Alle Terme di Diocleziano, esposta in anteprima mondiale, la mostra Le strade degli Dei (a cura dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, con la cura scientifica di Gherardo Gnoli, Pierfrancesco Callieri e Francesco D’Arelli) metterà in scena, sulla traccia di una mappa cinese di oltre 30 metri, risalente all’inizio del XVI secolo e rinvenuta recentemente in Giappone, la sovrapposizione di culture e religioni lungo le Vie della Seta, grazie allo scenografico allestimento di Studio Azzurro. Quasi come lo svolgimento di un rotolo, il percorso porterà il visitatore a percorrere un affascinante ed interminabile viaggio, illustrato con materiali virtuali e con una selezione di importanti manufatti di varia tipologia, attraverso le Città che più animarono la via dal Mare Nostrum a Pechino, tra il II secolo a.C. e il XIV secolo d.C..

Al Museo delle Terme di Diocleziano la mostra Luci cinesi 1980/2010 (di Enrico Rondoni, con la collaborazione dell’architetto Donata Tchou per l’allestimento) racconta, grazie al confronto tra le immagini di ieri con quelle odierne, il grande cambiamento che la Repubblica Popolare Cinese ha compiuto negli ultimi 30 anni.

Il Museo dei Fori Imperiali ai Mercati di Traiano ospiterà due mostre. La prima, Il Vello d’Oro: antichi tesori della Georgia (a cura di Tiziana D’Acchille), si ispira al mito degli Argonauti e dei Paesi Caucasici come ponte culturale tra Europa e Asia. Da oltre quaranta anni di scavi a Vani, “la Pompei della Colchide”, sono emersi oggetti risalenti al V e IV secolo, periodo in cui la città e il regno giunsero al culmine della ricchezza e dello splendore, considerati la traccia più preziosa legata alla leggenda di Giasone e Medea.
La seconda, L’ultima Carovana, è una mostra fotografica e audiovisiva del grande fotografo contemporaneo turco Arif Asci che ha ripercorso, con una carovana di otto persone e dieci cammelli, un antico tracciato commerciale partendo da Xian ed arrivando ad Istanbul.

Al Museo di Roma in Palazzo Braschi Dvin: una Capitale tra Europa ed Asia, ripercorre la storia della Capitale Armena tra Europa ed Asia, evidenziando le profonde stratificazioni culturali, grazie all’esposizione di oltre quaranta reperti archeologici dall’Armenia.

Al Museo di Roma in Trastevere la mostra Il fascino di Beijing illustra le bellezze, le attrattive e le contraddizioni di una delle città più importanti del mondo, Pechino/Beijing, attraverso 100 gigantografie di famosi fotografi.

Le cinque mostre di arte contemporanea saranno ospitate negli spazi del MACRO Testaccio e saranno arricchite da incontri con gli artisti.

La Grande astrazione celeste è la mostra a cura di Achille Bonito Oliva. L'arte cinese contemporanea è il frutto di una lunga strada pittorica, che si è emancipata da una manualità iniziale come semplice conferma della tradizione. Gli artisti sono tutti di età diversa, ed è possibile rintracciare un’astrazione in continua trasformazione dal 1973 fino agli anni ‘90 e ai giorni nostri dove la pittura acquista una misura minimale e trova una consonanza con la ricerca artistica occidentale per la quale l'arte, come diceva Leonardo Da Vinci, è “cosa mentale”.

Oltre l’Oriente: Arte Contemporanea Indonesiana a cura di Dominique Lora, si pone l’obiettivo di creare un luogo dove il pubblico, attraverso le arti visive, possa accedere alle logiche e alle dinamiche che oggi stanno trasformando il volto dell’Asia.

(Un)Forbidden City, La post-rivoluzione della nuova arte cinese, a cura di Simona Rossi e Dominique Lora in collaborazione con Gao Zhen e Gao Qiang, in arte i Gao Brothers, rappresenta uno scorcio sulle nuove tendenze che animano la scena artistica contemporanea cinese

The Big Game, la mostra a cura di Marco Meneguzzo con la collaborazione co-curatoriale di Ryas Komu, nasce dalla considerazione che l’area geografica di India, Pakistan, Afghanistan è di fatto un territorio unico, unito indissolubilmente nel proprio destino dalla situazione storica e culturale. L’intreccio di situazioni politiche, economiche, religiose, sociali trova la sua espressione e la sua interpretazione anche nell’arte prodotta in quei luoghi, qui rappresentata da una ventina di artisti operanti in quelle regioni e particolarmente sensibili alle questioni sociopolitiche.

Il Suono della Luce - L’ombra tra l’idea e la realtà, tra l’emozione e il gesto. La mostra, organizzata dall’Ambasciata della Repubblica di Korea presenta le opere dell’artista coreana Minjung Kim.
L’incontro tra Occidente e Oriente nell’opera di Kim si gioca sulla contaminazione, lo scambio, la stratificazione, lo “sfondamento” di segni e di macchie. Segni e macchie che danno vita a una molteplicità produttiva dove la rappresentazione cede il posto alla vitalità del gesto. Non ci sono paesaggi, ritratti o cose. Carta-pennello-inchiostro-combustione costituiscono un concatenamento, un divenire molteplice su un piano d’immanenza.

Immagini della mostra Le Vie della Seta

Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta
Immagini della mostra Le Vie della Seta

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