Roma allagata: i danni del maltempo galleggiano con i rifiuti

Nella Roma allagata i rifiuti vengono a galla con i danni del maltempo e i disservizi cronici della città. Non chiamatela semplice polemica!


Gli aggiornamenti sul danni del maltempo continuano per tutti noi che la guadiamo, tra voragini grosse come crateri, cascate in metropolitana e strade chiuse, insieme a quelli della polemica 'lecita' sulla manutenzione di una città eterna come Roma, e i disservizi che continuano a manifestarsi insieme all'ira di Dio e quella dei Romani, mentre si sta in fila per pagare IMU, TASI e tutte le tasse che ci caricano sul groppone proprio per i servizi, da quando nasciamo a quando moriamo.

Mentre qualcuno tira fuori l'attrezzatura da pescatore o direttamente quella da sub, ciambelle, braccioli e 'gommoni del pupo', altri ironizzano (a denti stretti) sul fatto che potrebbe andare peggio di così, o sono a caccia di aiutanti per montare arche Ikea, noi facciamo un giro in bus nella capitale allagata con Roma fa schifo, insieme alle segnalazioni che tutti, anche noi, condividiamo con loro.

Tra tutti quelli che ricordiamo bene la campagna "Libera il tombino" rilanciata dal sindaco di Roma Ignazio Marino, ci sono infatti ancora tanti che non possono ignorare quello che sta venendo in superficie in queste ore, dagli stessi tombini che avrebbero dovuto essere puliti e monitorati proprio per evitare tanti allagamenti, e galleggia in laghetti artificiali come questo, fotografato a Cornelia.


Laghetti artificiali, che portano a zonzo quei sacchetti della spazzatura non raccolta che straripa dai cassonetti, estendendo la portata di quell'emergenza dei rifiuti, che qualcuno continua a negare, ma di fatto è difficile da ignorare un po' ovunque in città, anche se in alcuni quartieri periferici 'puzza' più di altri, come l'Aurelio, protagonista della mini gallery fotografica a seguire.


Non è una questione della pagliuzza nell'occhio, come non lo è il tronco dell'albero che ha ridotto ad un rottame questa macchina all'Eur, e tutti quelli che continuano a cadere come mosche dopo ogni folata di vento, anche se si fa poco o niente sino a quando qualcuno ci muore sotto.


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