Roma arDente: La Fucina al Portuense


Sfogliando una qualunque guida di ristoranti di Roma alla voce pizzerie il verdetto, quasi fosse un ‘cartello della pizza’, non cambia: sono indicati i soliti tre indirizzi. Conoscendo, ormai a memoria, due di questi, parto alla scoperta del terzo, che si trova nei pressi del Forlanini in una viuzza adiacente alla Portuense che sa tanto di Beirut post bombardamenti.

Qui si aprono le semplici e un po’ anonime tende di La Fucina, unanimemente osannata per la sua idea innovativa di servire degustazioni di pizza, di annaffiarle con birre rigorosamente artigianali e di accompagnarle a fine pasto con i dolci di Cristalli di Zucchero, una pasticceria che chi è di zona certamente conosce, per tutti gli altri, magari ne parliamo un’altra volta.

In effetti la cena qui non è un semplice pasto, ma un itinerario del gusto che, come per gli assaggi di vini proposti da quelli che ci capiscono, va in crescendo di consistenza e sapidità dei gusti, declinati nelle tre categoria prato (verdure), terra (salumi) e mare (pesce e crostacei).

Ed ecco il primo consiglio: provate la Fucina insieme alla giusta compagnia di amici. Giusta nel numero e nella tipologia di persone. Sì, perché qui non ci sono pizze ordinate singolarmente, arrivano in tavola già tagliate a spicchi, quindi è bene essere un congruo gruppetto che consenta di assaggiare più pizze, ma anche un insieme di commensali che non abbiano gusti particolarmente difficili o, peggio, problematiche alimentari di qualunque tipo.

Noi quella sera, in cui si festeggiava un compleanno, eravamo decisamente troppi e così abbiamo dovuto optare per 4 gusti che poi sono arrivati replicati per soddisfare l’appetito di tutti. A parte il capitolo margherita, non la ‘solita’, ma veramente la migliore che abbia mai messo sotto i denti, le altre, sarò una voce fuori dal coro, mi sono sembrate semplici varianti di uno stesso spartito.

Insomma: tutte focacce bianche sulle quali erano sistemati più ingredienti, certamente diversi, certamente ottimi e di qualità eccelsa, ma forse i cui gusti non riuscivano a sposarsi fino in fondo. Ci capita con quella alle cime di broccoli, acciuga, crema di ceci e formaggio di fossa, ma anche con quella a base di asparagi e pancetta cotta e con salame di cinghiale, caciotta e agretti.

Non vi allarmate: probabilmente l’ordinazione era sbagliata in partenza perché avremmo dovuto variare alternando pizze più crude a pizze più cotte, ma è andata così, ci torneremo. Dando una rapida occhiata anche soltanto al menu che trovate on line sul sito della Fucina, vedrete che non faticherete a trovare i connubi che più vi aggradano.

La serata è comunque scivolata via di gusto, è proprio il caso di dirlo, nelle due salette che compongono il locale (il giardino esterno era ancora chiuso) con pareti di pietra a vista, forno a legna che divora e risputa pizze a ciclo continuo e tavoli di legno chiaro addobbati con runner dalle sfumature dell’arancio e dell’oro.

Ma, a proposito, non è tutto oro quello che luccica, infatti ora arriviamo alle cosiddette dolenti note, che ci costringono a discostarci un po’ dai toni irriducibilmente entusiastici delle guide più blasonate, ma non ci spaventiamo. Innanzitutto il prezzo: ok la farina biologica semi-integrale a lievitazione naturale e lenta, ma è possibile che per una pizza, o meglio, per qualche fetta di pizza e una birra si debbano spendere quasi 40 euro a testa?

Tralasciando il lato economico, perché tanto, se La Fucina trova chi la affolla nonostante i prezzi, fa bene a continuare con la sua politica un pizzico radical-chic, un altro aspetto poco piacevole riguarda la difficoltà al momento della prenotazione. Vi sarà più facile, infatti, ottenere un colloquio privato con il Papa che trovare un tavolo qui all’ultimo minuto, anche se siete in due e pure magri.

Ok, neppure questo è imputabile alla gestione della pizzeria, che tra l’altro è familiare. Ma attenzione: familiare non significa sempre e per forza amichevole, come in questo caso, in cui troverete ai tavoli due giovani molto carini e gentili (i figli presumo) e alla direzione una coppia di mezz’età un po’ freddina e scostante.

Un ultimo consiglio se state pensando di andare in questa pizzeria a degustazione, che davvero è un’esperienza da provare almeno una volta: siate molto puntuali (non vi dico quanto si straniscono altrimenti e quanta pressione psicologica siano capaci di mettervi) e se avete bambini piccoli lasciateli a casa, la signora ci ha fatto mooolto velatamente capire che La Fucina non è un posto che fa per loro.

Pizzeria La Fucina
Via G. Lunati, 25-31
Tel 065593368
Chiuso la domenica
www.pizzerialafucina.it

Foto | Roberta Barbi

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