Da Gotham City al MACRO di Roma con Batman, Joker, la Basilica di San Pietro, Adrian Tranquilli e i nostri modelli culturali

Adrian Tranquilli All is violent. All is bright al MACRO Summer 2011

Vivendo a Roma da tutta la vita, tra i suoi imperi edificati dalla volontà più feroce, e icone funzionali ad un immaginario strumentalizzato, svolazzo nella mia città come un anti-eroe di Adrian Tranquilli, sconfitto dalla consapevolezza e soggiogato dall’ironia della realtà.

Come Adrian Tranquilli gioco con gli archetipi e ingaggio la mia lotta tra il bene e il male di un universo iconografico destabilizzante, tra la luce e l’oscurità di una capitale che non ha nulla da invidiare ad una Gotham City dei fumetti e delle tante trasposizioni cinematografiche, e ha tante affinità con l’arte di costruire facce e facciate, mettendo a frutto l'ambiguo rapporto tra realtà e rappresentazione della stessa.

Con un giorno di anticipo mi avventuro anche nel mare espositivo del MACRO Summer, puntando alla doppia istallazione troppo ironica per non essere seria di Adrian Tranquilli, e tra i personaggi archetipici di All is violent. All is bright, un Batman nero come il mistero e tutte le facce che può avere Joker.

E me ne resto seduta sull’orlo dei miei pensieri e delle riflessioni più esistenziali, perfettamente divisa tra fuori e dentro, il mio e quello del MACRO, tra le ombre minacciose e lo sguardo ‘allarmato’ di un Batman che vigila dal punto più alto dalla terrazza della sinuosa architettura di Odile Decq, e le cinquantadue "facce" del Joker ambiguo e tagliente, che edificano il "castello di carte” di una Basilica di San Pietro posta sopra il tetto ‘in red’ della sala conferenze, strizzando l’occhio ai passanti e alle fondamenta del nostro modello culturale.

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